In Calabria è la arcidiocesi di Crotone-Santa Severina a difendere i pescatori

L'arcidiocesi di Crotone-Santa Severina sostiene i pescatori per le mancate royalties: “Le richieste sono giuste. Occorre convocare il tavolo tecnico”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:00
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A difesa dei pescatori. Piena solidarietà e sostegno ai pescatori del crotonese in protesta da due settimane. Ad esprimerli è l’arcidiocesi di Crotone-Santa Severina. In un appello dell’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro. L’arcidiocesi calabrese sostiene la vertenza dei pescatori. Che ha portato le marinerie di Crotone e di Le Castella a proclamare lo stato di agitazione permanente. Con un sit-in di protesta sul molo Giunti del porto di Crotone. Ci sta a cuore la sorte di un comparto che conta più di 300 lavoratori. Con un indotto che arriva a comprendere circa mille addetti”.
Quello che i pescatori denunciano è “il mancato versamento delle royalties dal 2014 ad oggi. Per cui rivendicano la possibilità di ridefinire le regole. Quelle della distribuzione delle royalties per le annualità future”.pescatori

Appello per i pescatori

Di qui la necessità di “convocare un tavolo tecnico alla Regione Calabria. Per rivedere l’accordo quadro del 2017. Che di fatto ha escluso i pescatori dai benefici delle royalties. E sulla possibilità di stipulare un nuovo accordo quadro nel 2022. Che comprenda anche gli anni 2020-2021”. Il versamento delle royalties ai pescatori, già provati dalla crisi Covid, non è un “aiuto di Stato”. Ma, secondo l’arcidiocesi, “un risarcimento giusto e dovuto a questo comparto. Che ha subito un restringimento significativo del bacino di mare in cui pescare. A causa dell’attività estrattiva svolta nei mari di Crotone dalle piattaforme“.

 

Occorre, secondo l’arcidiocesi, “elaborare una strategia comune in difesa dei diritti che la legge riconosce a questi lavoratori. Nel lanciare questo appello riteniamo di rispondere alle reali esigenze del nostro territorio. Che versa in una ‘crisi di speranza’ amplificata dall’attuale pandemia”. L’obiettivo è “recuperare la passione condivisa per una comunità di appartenenza e di solidarietà. Alla quale destinare tempo, impegno e ben. Il ‘si salvi chi può’ si tradurrà rapidamente nel “tutti contro tutti“, e questo sarà peggio di una pandemia”. Come afferma il Papa nell’enciclica “Fratelli tutti”.

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