Concluso il Consiglio Permanente, ecco i punti-chiave

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:46

Tanti i temi affrontati durante il Conisglio permanente della Conferenza episcopale italiana (Cei) appena concluso. Punti raccolti in un documento finale in cui i membri hanno ribadito che “la cifra della sinodalità – 'il passo a cui Papa Francesco non si stanca di richiamarci' – ha costituito il filo portante dell’Introduzione con cui il Card. Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia – Città della Pieve e Presidente della CEI, ha aperto la sessione primaverile del Consiglio Permanente (Roma, 1-3 aprile). Nel riconoscere quanto sia vitale per la comunità ecclesiale e per la stessa società una sinodalità convinta e diffusa, i Vescovi ne hanno evidenziato contenuti e ricadute, per assicurarle concretezza”. A tal proposito, come fonte di instabilità di una sinodalità corretta e dinamica, i vescovi hanno individuato difetti quali individualismo, clericalismo, staticità e, nondimeno, “le resistenze che nascono dalla paura del nuovo”. Ecco perché nella relazione finale si individua la necessità di “un lavoro formativo, che porti le comunità cristiane a un cambio di mentalità, a sostenere con convinzione processi di partecipazione nella vita ordinaria e ad una presenza effettiva dei laici nel tessuto della società”. Tra i temi affrontati, perciò, anche la riduzione del numero delle diocesi, “dove la disponibilità a un nuovo confronto si unisce alla richiesta di ascolto e coinvolgimento delle Conferenze Episcopali Regionali”.

Dignità della persona migrante

Inevitabile un confronto sul tema delle migrazioni, declinato dal Consiglio sull'aspetto della dignità della persona migrante e analizzato partendo anche dagli effetti delle disposizioni introdotte dal Decreto Sicurezza, individuati nel “restringimento dei filtri d’accoglienza dei richiedenti asilo, riduzione delle risorse destinate a qualificare i servizi alla persona e smarrimento di tanti operatori”. Preso atto di tali problematiche, la Chiesa italiana “ribadisce la dignità della persona del migrante; il dovere dell’accoglienza, a cui lo stesso Santo Padre non cessa di richiamare; il servizio generoso sostenuto da tante Diocesi, parrocchie, comunità e famiglie”. E ancora: “Anche a prezzo di un certo tasso di popolarità, la Chiesa avverte la necessità di contribuire attivamente a una cultura dell’integrazione, oltre che al superamento dell’indifferenza davanti al dramma di quanti scompaiono nel Mediterraneo o sono torturati nei campi profughi della Libia”. Il Consiglio sostiene come molte Diocesi abbiano “riaffermato la volontà di continuare a ospitarle, facendosene carico e promuovendo iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di raccolta fondi”.

Finanziaria e morte degna

Sul tavolo, anche la questione dei “criteri etici di gestione finanziaria”, con i Vescovi a sostenere come “alle modalità d’uso del denaro sono legate l’affidabilità della Chiesa e la testimonianza dei valori di fede professati”, circostanza che rende di per sé “l’importanza che sul versante etico ogni investimento finanziario sia fatto in sintonia con i principi evangelici ripresi e approfonditi nei testi del Magistero, dalla Centesimus Annus alla Caritas in veritate alla Laudato si’”. A questo proposito, il Consiglio “si è confrontato su una bozza di documento, che individua criteri oggettivi di selezione degli investimenti, integrando gli standard internazionali legati alle tre dimensioni della finanza sostenibile e responsabile (ambiente, sociale e buon governo societario) con quelli della Dottrina sociale della Chiesa”. Allo stesso tempo, il Consiglio permanente ha annunciato che, durante la prossima seduta di maggio, verrà approvato un documento “per il servizio della carità e la salute, sulla fase terminale della vita terrena”. In sostanza, i Vescovi si impegneranno, “rispetto a un presunto 'diritto' a morire, a sostenere quello a una morte degna, come affermazione della cura dell’uomo verso di sé e verso il prossimo”. Al contempo, resta un aspetto fondamentale “l’affermazione del rispetto della libertà di coscienza del medico e di tutto il personale sanitario, al fine di garantire a tutti la possibilità di perseguire azioni eticamente buone”.

Disabili e minori

Infine, punto altrettanto fondamentale è stata l'assistenza alle persone affette da disabilità, per le quali vi è l'intento di “offrire alla CEI, alle Diocesi, agli Istituti di Vita Consacrata, alle Società di Vita Apostolica, ad Associazioni e Movimenti un supporto per l’inclusione nella vita ecclesiale delle persone con disabilità – intese come soggetti a pieno titolo della pastorale – e dei loro familiari”. Un servizio che diverrà “pienamente operativo dopo la definizione del Regolamento”. Sul piano della tutela dei minori, invece, i membri del Consiglio hanno ascoltato “la testimonianza di due vittime, abusate da sacerdoti quando erano minorenni”, ed è stato “autorizzato il testo delle Linee guida, da presentare all’esame e all’approvazione dell’Assemblea Generale a maggio”.

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