Colombia: l’Arcivescovo denuncia il controllo perso dallo Stato

I terroristi stanno trasformando la Valle del Cauca - in Colombia - in una zona di guerra, soprattutto a causa delle azioni dei dissidenti delle Farc che fanno riferimento a Iván Mordisco.

Onu
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L’arcivescovo di Cali, mons. Luis Fernando Rodríguez, ha lanciato un allarme riguardo alla perdita di controllo dello Stato nella Valle del Cauca, teatro di continui attentati da parte dei dissidenti delle Farc legati a Iván Mordisco. In particolare, il municipio di Jamundí è devastato dalla violenza, con la popolazione bloccata nel terrore. Nonostante sedici attentati nel 2024, l’arcivescovo insiste sull’importanza del dialogo e della pace, facendo eco alle parole di Papa Francesco.

Colombia, mons. Rodríguez: “Il governo ha perso il controllo del territorio”

Quello che si vede è che lo Stato ha perso il controllo della situazione. Rispetto ai tavoli di dialogo avviati dal governo, qui non se ne vedono gli effetti”. È l’allarme lanciato dall’arcivescovo di Cali, mons. Luis Fernando Rodríguez, capitale del dipartimento meridionale della Valle del Cauca, di fronte al terrore per i continui attentati che stanno trasformando la Valle del Cauca in una zona di guerra, soprattutto a causa delle azioni dei dissidenti delle Farc che fanno riferimento a Iván Mordisco. In particolare, in preda alla violenza è il municipio di Jamundí, popoloso centro a sud di Cali.

“La popolazione è bloccata, vive nel terrore”

Secondo l’arcivescovo, che è stato intervistato dal network Caracol, la popolazione è “bloccata, vive nel terrore”. Mercoledì 12 giugno, per la quarta volta nel 2024, i dissidenti di Iván Mordisco hanno compiuto un attacco terroristico a Jamundí. Una motobomba è esplosa nel centro della città. Si è trattato del sedicesimo attentato dell’anno. In tutto sono morte decine di persone, tra cui alcuni agenti e militari. Il territorio montagnoso della zona è particolarmente adatto a fungere da nascondiglio per i dissidenti di Iván Mordisco che, secondo le autorità, sono responsabili dell’escalation terroristica iniziata nella seconda metà del 2023. Nonostante l’emergenza, l’arcivescovo esorta a non demordere nell’impegno per la pace: “Papa Francesco ha parlato di compito arduo ma irrinunciabile, non dobbiamo cessare di cercare il dialogo e la pace”.

Foot: AgenSIR