Chiara Corbella: via alla causa di beatificazione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:56

Era il 13 giugno 2012, quando Chiara Corbella Petrillo, madre 28enne, morì. La sua storia aveva già colpito e commosso innumerevoli persone, in quanto aveva preferito rimandare le cure di un tumore per portare avanti la gravidanza di suo figlio, il terzo, dopo che i primi due erano morti poco dopo la nascita. L'affetto nei suoi confronti è perdurato dopo la morte. E ora la diocesi di Roma ha compiuto il primo passo verso il processo di beatificazione. Il cardinale vicario, Angelo De Donatis, ha firmato l’editto che anticipa l’apertura della causa, a sei anni dalla morte. Come riferisce l'AgenSir, il documento, con il quale si avvia la raccolta della documentazione necessaria perché possa essere avviato il processo, sarà affisso dalle prossime ore in Vicariato, dove resterà per due mesi. Per l’apertura formale della causa si attende il “nihil obstat” della Congregazione per le Cause dei Santi. Nell’editto Chiara Corbella Petrillo viene descritta come “laica e madre di famiglia, sposa e madre di grande fede in Dio” con la consapevolezza che “la sua oblazione rimane come faro di luce della speranza, testimonianza della fede in Dio, Autore della vita, esempio dell’amore più grande della paura e della morte”. Poi, la richiesta per la raccolta dei documenti. “Essendo andata aumentando, col passare degli anni, la sua fama di santità ed essendo stato formalmente richiesto di dare inizio alla causa di beatificazione e canonizzazione della Serva di Dio, nel portarne a conoscenza la comunità ecclesiale – si legge nel testo -, invitiamo tutti e singoli i fedeli a comunicarci direttamente o a far pervenire al Tribunale Diocesano del Vicariato di Roma tutte quelle notizie, dalle quali si possano in qualche modo arguire elementi favorevoli o contrari alla fama di santità della Serva di Dio”. I testi da consegnare non saranno solo “opere stampate”, ma anche “i manoscritti, i diari, le lettere e ogni altra scrittura privata” di Chiara Corbella Petrillo.

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