Radici e rami del cattolicesimo politico e sociale in Italia

Intervista dell'ex presidente delle Acli, Luigi Bobba a "Strade Aperte", la rivista del Masci, il Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05
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Di cattolicesimo politico e sociale l’ex presidente delle Acli, Luigi Bobba ha parlato a “Strade Aperte”. La rivista del Masci. Con il Movimento adulti scout cattolici, il “padre” della legge sul Terzo Settore ripercorre il suo impegno. Le cui radici, spiega, “sono interamente nel sociale cattolico“. Dall’Oratorio all’attenzione, per quello che “negli anni ‘ 70 era chiamato Terzo Mondo”. Dalla frequentazione della Comunità ecumenica di Taizé a quella di Bose. Dall’ esperienza di una scuola popolare alle prime esperienze nelle Acli.Acli

Cattolicesimo sociale

“Ho avuto la fortuna di potermi abbeverare ad una tradizione culturale ricca e vivace– spiega Bobba-. Ma soprattutto di fare esperienza sul campo. Di provare ad inverare ciò che mi appariva necessario. Per un mondo più giusto ed accogliente. Quella spinta era  favorita da luoghi e persone che contribuivano a imprimerle direzione e solidità. A trasformare le fiammate, tipicamente giovanili, in qualcosa di duraturo. Capace di lasciare tracce significative per una vita intera”.cattolicesimo

Cultura cattolica

Spiega Bobba: “Oggi c’è una tentazione da rifuggire. E cioè che si possa tornare al passato. Inseguendo quanto accaduto nel dopoguerra. Il sociale. Il categoriale. Il professionale. E il politico. L’associazione. Il sindacato. La professione. Il partito. Tutte queste dimensioni erano spesso legate in modo organico alla cultura cattolica. Al ‘mondo cattolico’. Prendiamone atto. Quel mondo organizzato in varie forme, è in forte sofferenza. O non c’è più”. I cattolici, prosegue l’ex presidente delle Acli, “sono diventati una minoranza nel Paese. Non siamo per questo condannati all’insignificanza e all’irrilevanza. Però dobbiamo battere strade nuove”. Senza rinunciare ad “un’opera qualificata di formazione”. Come accadde nel dopoguerra. Quando al Paese “serviva una nuova classe dirigente“.cattolicesimo

Globalizzazione

Di qui l’appello di Bobba a “continuare a seminare con coraggio nei luoghi del sociale. Dove si presentano le contraddizioni più vistose. E le diseguaglianze più macroscopiche della globalizzazione”. Secondo l’ex presidente delle Acli “formazione e impegno sociale possono essere anche luoghi generativi. Per sfuggire all’insignificanza e all’irrilevanza. I laici credenti devono accettare le sfide sempre più complesse dell’identità e dell’etica pubblica. Ciò che serve ai cattolici e al Paese è una nuova stagione di impegno civile e politico. C’è bisogno di riconoscere che la democrazia è malata. E non è data una volta per tutte“.

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