CAPORALATO, IL MONITO DELLA CEI: NON GIRARSI DALL’ALTRA PARTE

ULTIMO AGGIORNAMENTO 3:36

“Bisogna che il nostro Paese, come tutti gli altri in cui questo fenomeno tragico è presente, prenda provvedimenti seri verso coloro che sono i nuovi schiavisti”. Si è espresso così il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, sul dramma del caporalato, rivolgendosi alla stampa durante i festeggiamenti per l’anniversario dell’apparizione al Santuario della Madonna della Guardia nei pressi di Genova.

“Il monito è quello di non girarci dall’altra parte. Di fronte a queste morti per sfruttamento da schiavi nessuno può girarsi dall’altra parte o sentirsi disinteressato pensando ‘non mi riguarda’, siamo tutti coinvolti e tutti toccati e in qualche misura responsabili se la società è una comunità di uomini e non una moltitudine di interessi individuali”, ha aggiunto il porporato.

Interpellato sulla recente decisione del segretario dell’Onu Ban Ki-moon di inserire il tema dell’immigrazione nella prossima assemblea delle Nazioni Unite di fine settembre, il Cardinal Bagnasco commenta: “Finalmente. E’ veramente un bel segno, un pò tardivo, ma lo accogliamo con tanta speranza perchè il fenomeno sarà prolungato nel tempo”.

Continua poi l’arcivescovo di Genova: “e’ come se il Sud del mondo si fosse risvegliato improvvisamente e avesse cominciato a muoversi verso il nord del benessere, dell’Occidente. E’ un fenomeno inarrestabile e umanitario perchè la gente fugge disperata e nella disperazione cerca qualche ancora di speranza. Il mondo del nord, in particolare occidentale, deve veramente prendere sul serio questo fenomeno che è planetario, non con l’animo di avere di fronte un problema pesante, grave, con dolore ma con decisione perchè ci riconosciamo tutti uomini e quindi fratelli”.

Toccando nell’intervista anche il tema delle unioni civili in Italia il presidente della CEI conferma le posizioni della Santa Sede: “I diritti individuali sono in larga parte già riconosciuti nel nostro ordinamento.  La posizione della Chiesa non è contro nessuno, è per la famiglia, crede nella famiglia come la Costituzione riconosce: un papà, una mamma, i bambini in un patto coniugale di amore basato sul matrimonio. Questa è la posizione della Chiesa e questa posizione sarà sempre enunciata con libertà di parola da parte di tutti”.

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