BERGOGLIO: “LA FRATELLANZA IN EUROPA E’ POSSIBILE SOLO SE APERTI A DIO”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:10

“Nel cuore dell’Europa ci può essere fratellanza tra i popoli solo se esiste una civiltà aperta a Dio”: queste le parole che il Santo Padre ha rivolto al vescovo di Piacenza-Bobbio, mons. Gianni Ambrosio attraverso un messaggio a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, ricordano il grande evangelizzatore San Colombano, morto 1400 anni fa.

“Colombano – si legge nella nota – ha sempre nutrito un’idea ‘europea’ del suo impegno ecclesiale” facendo “riferimento al compito di tutti i cristiani di collaborare affinché le diverse genti del continente” potessero vivere “nella pace e nell’unità”. Francesco sottolinea come la sua vita di preghiera, di ascesi e di studio non lo hanno mai allontanato o distratto dalle vicende religiose e politiche del tempo, ma al contrario, è sempre intervenuto con toni decisi, evocando la figura severa di San Giovanni Battista.

Dopo trent’anni in monastero, Colombano si fa pellegrino nell’Europa continentale con l’intenzioni di riportare alla luce il Vangelo in quelle regioni scristianizzate in seguito all’immigrazione dei popoli provenienti dal Nord-Est. Il santo irlandese, ricorda il Pontefice, “è stato un canale privilegiato della grazia di Dio, attraendo fiumi di pellegrini e penitenti, e accogliendo nei tanti nuovi monasteri moltissimi giovani, che abbracciavano la sua Regula monachorum. Convinto com’era che la grazia è l’aiuto specifico che la Provvidenza dona ad ogni creatura umana che con fede accoglie l’amore di Dio nella propria esistenza”, è stato “diffusore intrepido della Confessione, Sacramento di natura personale, da ripetere nella esistenza di ognuno, quale mezzo insostituibile per un serio cammino di conversione”.

Bergoglio sottolinea inoltre come i suoi monasteri divennero veri e propri fari di irradiazione spirituale, intellettuale e sociale: dal Bangor in Irlanda all’Annegrey e Luxeuil in Francia, sino alla tappa finale nel convento di Bobbio dove trascorse gli ultimi anni della sua vita. La sua capacità nel promuovere una “cultura dell’incontro” tra civiltà diverse, è oggi una preziosa testimonianza e come ha affermato Benedetto XVI, San Colombano può essere realmente considerato uno dei “Padri dell’Europa”. “La sua grande cultura, la sua energia spirituale e il suo stile morale ci mostrano chiaramente dove attingere perché anche nel nostro tempo tale civiltà possa ravvivarsi nel continente europeo”.

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