Bergoglio: “Invito tutti a pregare per la mia visita in Turchia”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:04

Il papa argentino, alla conclusione dell’udienza del mercoledì, ha invitato tutti i presenti a pregare per lui e per il suo viaggio in Turchia. “Come sapete da venerdì prossimo a domenica mi recherò in Turchia in viaggio apostolico. – ha spiegato il Papa alla folla – Invito tutti a pregare perché questa visita di Pietro al fratello Andrea porti frutti di pace, sincero dialogo tra le religioni e concordia nella nazione turca”.

Dal 28 al 30 novembre Papa Francesco infatti si recherà in Turchia. Il suo viaggio ecumenico inizierà con una visita al mausoleo di Mustafa Kemal Ataturk ad Ankara. Verrà ricevuto dal presidente Recep Tayyip Erdogan, dal premier Ahmet Davutoglu e dal capo della Direzione Affari religiosi Mehmet Gormez. Per il 30 novembre invece è previsto l’incontro del Santo Padre con il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I.

“Attendiamo con gioia la visita di Papa Francesco per la festa patronale della nostra Chiesa, la festa di Sant’Andrea, il primo chiamato tra gli apostoli, il 30 novembre – spiega il Patriarca – Lo scambio delle delegazioni tra le nostre Chiese per le rispettive feste patronali testimonia quell’attenzione e quel rispetto reciproco, fraterno”. Secondo un quotidiano turco, Papa Francesco ha chiesto di poter viaggiare a bordo di una Fiat Albea non blindata. A quanto pare la sua richiesta è stata accolta solo in parte: viaggerà su una vettura più “lussuosa visto il suo rango”, ma non sarà un’auto blindata. La scelta di un veicolo comune rispecchia la semplicità del  Pontefice e il suo voler essere il più vicino possibile alle popolazioni.

“È un Papa semplice” – così lo ha definito anche Bartolomeo I – ma non semplicistico. Ha un grande amore, non bonarietà. L’Oriente ha molto apprezzato il suo sottolineare di essere innanzitutto il vescovo di Roma. Da buon conoscitore dell’Oriente, ci ha molto colpito il fatto di avere nominato otto collaboratori, per aiutarlo nelle grandi decisioni. E’ un governo sinodale della Chiesa e non verticistico. Questo può facilitare molto anche il dialogo teologico su questo tema”.

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