BERGOGLIO ALL’UDIENZA GENERALE: “MAI PIU’ LA GUERRA, BASTA ORRORI E CONFLITTI NEL MONDO”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:34

Migliaia i pellegrini giunti in piazza San Pietro per l’Udienza di Papa Francesco, che ancora una volta torna a indicare la famiglia come luogo privilegiato dove imparare ad amare: “La sapienza degli affetti, che non si comprano e non si vendono, è la dote migliore del genio familiare”. Quando il Vangelo entra in famiglia, spiega il Santo Padre, si assiste ad una grazia capace di rigenerare le relazioni e di testimoniare “l’opera che Dio compie nella Storia”.

E’ per questo che il Pontefice esorta la Chiesa: “Occorre ridare protagonismo alla famiglia. Un solo sorriso miracolosamente strappato alla disperazione di un bambino abbandonato che ricomincia a vivere ci spiega l’agire di Dio nel mondo più di mille trattati teologici; e un solo uomo o una sola donna capaci di rischiare e di sacrificarsi per un figlio di altri e non solo per il proprio ci spiegano cose dell’amore che molti scienziati non comprendono più. I gesti del cuore ci parlano più forte delle parole”.

Al termine del suo intervento Bergoglio ha voluto lanciare un appello in occasione delle celebrazioni per la conclusione del Secondo conflitto mondiale che si sta ricordando in questi giorni in Estremo Oriente. “Rinnovo la mia fervida preghiera al Signore di tutti affinché per intercessione della Vergine Maria, il mondo di oggi non abbia più a sperimentare gli orrori e le spaventose sofferenze di simili tragedie”.

Questo, ha sottolineato Francesco,  è anche il permanente anelito dei popoli, in particolare di quelli che sono vittime dei sanguinosi combattimenti in corso. “Mai più la guerra! E’ il grido accorato che dai nostri cuori e dai cuori di tutti gli uomini e donne di buona volontà sale al Principe della pace”.

A conclusione il Papa ha espresso oggi solidarietà e sostegno agli operai della “Smith Bits Saline” presenti all’Udienza Generale e accompagnati dal vescovo di Volterra, monsignpr Albero Silvani. “Auspico – ha detto – che la grave congiuntura occupazionale possa trovare una rapida ed equa soluzione, nel rispetto dei diritti di tutti, specialmente per riaccendere la speranza nelle loro famiglie e anche la speranza nei giovani”.

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