Benedire, accogliere e custodire: i pilastri che animano la Polizia di Stato e la Gendarmeria Vaticana

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:05
Foto ©Vatican News

Benedire, accogliere, custodire sono i tre verbi con cui il Card. Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità, ha sintetizzano la forza dello spirito che anima la Polizia di Stato ed il Corpo della Gendarmeria Vaticana in occasione della Santa Messa celebrata per il Patrono San Michele Arcangelo e nella felice ricorrenza del 75 anno della fondazione dell’Ispettorato di pubblica sicurezza presso il Vaticano.

Ma anche la lettura di Giobbe “Dio ha dato, Dio ha tolto, sia benedetto il nome del Signore” è stato un messaggio capace di scuotere per affidarsi alla Provvidenza nei momenti di difficoltà.

L’omaggio floreale del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese a San Michele Arcangelo e le sentite espressioni indirizzate al Santo Padre Francesco ricapitolano l’attenzione, la vicinanza, la professionalità e l’intelligenza con cui viene assicurata la vigilanza e la custodia nel territorio italiano alla persona del Romano Pontefice.

Le profonde riflessioni di prospettiva da parte del ministro Lamorgese, soprattutto per concorrere ad attuare i principi della dignità e della solidarietà nella società, sono riecheggiate come ulteriore spinta per guardare oltre.

Non sono mancate alcune specifiche tematiche rappresentate al Santo Padre come l’accoglienza dei migranti e l’enorme sfida che il ministero dell’Interno sta affrontando, provocando la particolare commozione anche per le difficoltà determinate dalla pandemia.
Il Santo Padre non soltanto ha espresso sentimenti di gratitudine al Ministro Lamorgese, al capo della polizia Gabrielli ed alle forze di polizia per il diuturno e delicato lavoro, ma sincera ammirazione per la delicatezza con cui la polizia di stato segue il Papa per le vie, le piazze e gli abitati d’Italia non facendo mai venire meno lo spirito pastorale dell’incontro con le comunità.

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