In corso fino al 3 Aprile la seconda Assemblea sinodale delle Chiese in Italia. Sono 957 i partecipanti rappresentanti 219 diocesi italiane. Molto presenti il numero dei laici, in totale 442; 246 sacerdoti, 176 vescovi, 44 tra religiosi e religiose, 31 consacrati e 18 diaconi. Gli uomini che prendono parte ai lavori sono 664, mentre le donne sono 293.
Numeri comunicati dalla CEI aggiornati alla giornata di ieri ma che in queste ultime ore potrebbero aumentare per l’arrivo di nuovi partecipanti
Le “Proposizioni”
S.E. Mons. Erio Castellucci, Presidente del Comitato Nazionale del Cammino sinodale, nel presentare le “Proposizioni”, sintesi del cammino sinodale italiano, ha sottolineato che la Chiesa in Italia è viva e in ascolto dello Spirito. Le “Proposizioni” sono viste come “ponti” per il discernimento finale dei vescovi, o come “finestre che si affacciano sul mondo” con priorità alla missione di prossimità, conversione e corresponsabilità. Le linee operative riguardano il rinnovamento missionario, la formazione dei battezzati e la guida comunitaria. I vescovi, a maggio, definiranno gli orientamenti per le Chiese locali e la stessa Conferenza Episcopale Italiana.
Tra oggi pomeriggio e domani mattina lo spazio dedicato al lavoro quando i gruppi dovranno proporre degli emendamenti ed eventuali correzioni per creare un testo da consegnare all’assemblea dei Vescovi il prossimo mese Maggio.

Un’Assemblea in cui trovare un ritmo comune
“Parlare di un cammino bellissimo sembra quasi di essere un po’ romantici – ha detto a Interris Don Gianluca Marchetti, Sottosegretario della CEI – però come tutti le esperienze romantiche hanno sempre con sé una forza anche di contestazione, di critica, di vivacità. Ecco, l’esperienza sinodale è l’esperienza di persone che provano a camminare insieme. Camminare insieme vuol dire sperimentarsi sul trovare un modo di avere un comune passo. Quando uno va in montagna, c’è chi corre più veloce, c’è chi è più lento. La grandezza di un cammino è quando tu provi a trovare un ritmo comune. Questa assemblea è una grande occasione per trovare un ritmo comune di camminare, un passo comune”.
Un cammino sinodale da protagonisti
Un cammino sinodale in cui si sente la voglia di costruire qualcosa di buono, perché c’è qualcosa di buono da comunicare e da condividere con tutti, come dice sempre Papa Francesco.
“La cosa bella dell’assemblea sinodale che stiamo sperimentando – continua ancora don Gianluca – è il protagonismo. Cioè nel senso bello le persone che vogliono essere protagoniste del cammino, persone che vogliono essere coinvolte. Il popolo di Dio vuole essere partecipe e convinto. E questa è stata anche la grande sfida che Papa Francesco ha suggerito alla Chiesa. Anche e soprattutto ricordiamo in questo momento in cui Papa Francesco non parla causa della malattia, ma parla alla Chiesa, perché questa è una cosa che sente il popolo di Dio”.

