Appello della Chiesa calabrese per la sanità a rischio

Sanità: arcivescovo Bertolone, "profonda preoccupazione" Timori per le sorti della Fondazione Betania e del Sant'Anna Hospital

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05
Sanità

Sos sanità del presidente dei vescovi calabresi. “Occorre uno sforzo per salvaguardare posti di lavoro, strutture e servizi fondamentali per la Calabria”. L’arcivescovo della diocesi di Catanzaro-Squillace, monsignor Vincenzo Bertolone, esprime “profonda preoccupazione” per la sanità calabrese. In particolare per “l’evoluzione delle vicende riguardanti, nel suo complesso, il sistema sanitario e socio-assistenziale sanitario. Con la crisi in cui sono state ricacciate alcune delle principali strutture del territorio. Da sempre all’avanguardia per professionalità e qualità dei servizi”, evidenzia il presule che fa parte della congregazione Missionari Servi dei Poveri (S.d.P). Nella Curia romana è stato viceministro vaticano degli Istituti di vita consacrata e delle Società di vita apostolica. Dal settembre 2015 è il presidente dei vescovi calabresi.

Sanità in crisi

Evidenzia il presule: “Le vicissitudini praticamente da sempre interessano, ad esempio, la Fondazione Betania. E da ultimo hanno toccato ed ora rischiano di travolgere persino un polo di eccellenza unanimemente apprezzato quale il Sant’Anna“. Tutto ciò, secondo il leader dell’episcopato calabrese, “desta timore. Non solo per le sorti di centinaia di lavoratori. Ma anche per l’integrità di un sistema sociosanitario già depotenziato. E che adesso potrebbe perdere ulteriori pezzi. Fino a scomparire del tutto. Il baratro sembra avvicinarsi per le incomprensioni tra istituzioni e per questioni burocratiche”.Sanità

Responsabilità da accertare

Sostiene l’arcivescovo Vincenzo Bertolone: “Il ripristino della legalità è fondamentale. Si accertino eventuali colpe e responsabilità. Si ristabilisca in maniera ferma e chiara la correttezza delle regole. Al tempo stesso, si assicuri l’operatività di un settore. E di centri indispensabili per la salute e l’assistenza”. Quindi “confidiamo in un’assunzione di responsabilità che porti ad evitare quello che sarebbe uno scempio. Una ferita ad una terra già sanguinante e priva di servizi essenziali. Soprattutto nel campo della sanità e dell’assistenza socio-sanitaria“.

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