A Cuba i vescovi accanto ai fedeli “in mezzo alle difficoltà”. La preghiera condivisa

I vescovi incoraggiano i cubani “a crescere ancora una volta di fronte alle difficoltà”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:00
Vescovi

Vescovi cubani in mezzo al popolo che soffre. I presuli danno voce a coloro che non hanno cibo e medicine in pandemia. Un messaggio che è una preghiera condivisa. Mai quanto in pandemia a Cuba i pastori si stanno dimostrando evangelicamente al servizio del gregge in difficoltà. “Vogliamo esortarvi a crescere ancora una volta di fronte alle difficoltà. Vi invitiamo a fare delle vostre famiglie una piccola chiesa. Una comunità domestica dove si prega il Padre Nostro e l’Ave Maria. Leggiamo la Parola di Dio. E dove presentiamo più intensamente a Dio i bisogni di tutto il nostro popolo”. L’agenzia vaticana Fides riporta l’esortazione, piena di affetto e incoraggiamento, che i vescovi di Cuba rivolgono ai fedeli. Al termine dell’Assemblea ordinaria della Conferenza episcopale. L’assise si è tenuta ai piedi dell’immagine della Madonna della Carità del Cobre. E’ stato ricordato anche il 170° anniversario della prima visita fatta da sant’Antonio Maria Claret al Santuario mariano.

Vescovi ai piedi della Patrona

La Vergine della Carità di El Cobre è la patrona di Cuba. Secondo la tradizione, la sua immagine venne trovata nel 1612 nella baia di Nipe. Da tre persone appartenenti alle classi più povere e sfruttate. Due indi ed uno schiavo nero. Poco dopo, l’immagine della Vergine fu trasportata ad El Cobre. Da dove prese il nome. Dal ritrovamento della statua, la devozione alla Vergine si diffuse con sorprendente rapidità in tutta l’isola. E ancora oggi si tramanda di generazione in generazione. Il 10 maggio 1916, Papa Benedetto XV dichiarò la Vergine della Carità di El Cobre Patrona Principale della Repubblica di Cuba.

Momenti difficili

“I momenti in cui viviamo sono difficili per tutti– scrivono i vescovi cubani nel loro messaggio-. Pensiamo e preghiamo soprattutto per coloro che sono stati infettati dall’epidemia. Così come per tutto il personale sanitario che li assiste. E gli scienziati che hanno lavorato alla ricerca di vari vaccini. Pensiamo e preghiamo per coloro che hanno paura di diffondere o infettare i membri più vulnerabili della famiglia. Pensiamo e preghiamo, allo stesso modo, per i vostri sforzi per ottenere il pane, le medicine e la forza necessari per vivere giorno per giorno. Apprezziamo anche la disponibilità e la generosità del servizio. Con cui tanti di voi condividono pane, medicine e incoraggiamento con coloro che ne hanno più bisogno”.

Dolore

In particolare i vescovi danno voce al dolore di molti. Di non potersi riunire nelle chiese e nelle case di missione per la celebrazione domenicale del Giorno del Signore. E sottolineano che “in ogni circostanza, la domenica è il giorno della lode. Del ringraziamento. E della condivisione in famiglia”. E aggiungono i vescovi: “Stiamo vivendo il tempo della Quaresima. In cui ci prepariamo alla commemorazione annuale della passione, morte e risurrezione di Gesù Cristo nostro Signore”. Per questo “la rinnovata fede in Cristo, morto e risorto per noi, riempie i nostri cuori di speranza. E ci fa vivere tutte le realtà della nostra esistenza. Fiduciosi nell’amore del Signore!

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.