Tornano i furti sulle spiagge della Sardegna

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:04

La bella stagione è ancora in fase embrionale, eppure già iniziano le azioni di vandalismo da parte di turisti nelle spiagge della Sardegna. Lo denuncia la pagina Facebook “Sardegna Rubata e Depredata”, dove sono state pubblicate foto dell'Airport Security di Cagliari, Olbia e Alghero che ritraggono scatole contenenti conchiglie e sassi, per diversi chili di materiale, e pacchetti con sabbia sottratta ad almeno sei spiagge tra le più belle dell'Isola, tra cui Is Aruttas nell'Oristanese, Cala Goloritzè in Ogliastra, Piscinas, sulla costa sud occidentale, e Villasimius nel Sud Sardegna. Nel giro di una settimana, complice anche l'afflusso di turisti per via dei ponti di Pasqua, i sequestri sono già stati due. Sulla pagina si segnala che la “Port Security di Olbia, Golfo Aranci, Cagliari, Porto Torres e Arbatax” è “in prima linea contro i predatori dei tesori naturali della Sardegna”.

La legge del 2007

La pagina “Sardegna Rubata e Depredata” segnala sempre prontamente i furti di sabbia e conchiglie sulla costa sarda. Nel marzo scoso aveva segnalato anche un tentato furto, ma di natura archeologica. Dal 2007 in Sardegna esiste una legge regionale che ha introdotto sanzioni nei confronti di chi porta via dalle spiagge dell'isola anche piccole quantità di sabbia, ciottoli, sassi o conchiglie. Sanzioni anche verso chi le vende, con multe da 500 a 3mila euro. Solo nel 2017 all’aeroporto di Alghero sono stati sequestrati oltre 2 quintali di sabbia. Nello stesso anno l'Onu ha redatto un voluminoso rapporto sui pericoli ambientali dei furti di sabbia e conchiglie, basti pensare che questa pratica è una delle principali cause della scomparsa di alcune specie in Indonesia e nelle Filippine. Nell'agosto scorso è intervenuta anche l'Ambasciata tedesca in Italia la quale, considerando l'alto numero di turisti provenienti dalla Germania in Sardegna, ha lanciato l'esplicito appello: “Lasciate la sabbia dove deve stare”.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.