Seicento anni ridotti in macerie, camion abbatte arco del 400

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“Ci passo o non ci passo?”, deve aver pensato lo sfortunato conducente. A quanto pare, ha optato per la prima scelta, quella sbagliata. Un errore di calcolo costato davvero caro. Anzi, carissimo. Nella frazione di Balbiana, a Manerba del Garda, in provincia di Brescia, la storica arcata quattrocentesca, simbolo del piccolo centro lombardo, non esiste più, abbattuta da un furgone dei trasporti che ha provato ad attraversarla. Seicento anni di storia letteralmente sgretolati nello spazio di qualche secondo.

No, decisamente non sarà più la stessa la piccola Balbiana. Quell’arco, posto all’ingresso del paese, era un simbolo e non solo per la cittadina: sotto di esso, si fermavano in tanti, residenti e turisti, trovandovi il luogo ideale per scattare fotografie, con il meraviglioso sfondo del Lago di Garda. Allibiti gli abitanti locali: “Ho visto praticamente tutta la scena dalla finestra – ha raccontato un testimone al Giornale di Brescia –  Per me è stato uno choc perché conosco l’importanza di quel manufatto. Era la porta verso Desenzano della frazione, che un tempo ospitava monasteri, ed è stato eretto nel 1400. Oggi è ciò che contraddistingue Balbiana: un ristorante che si trova qui ne ha stampato l’immagine sui propri biglietti da visita”.

Il rischio, d’ora in poi, sarà che le immagini fotografiche dell’arco restino l’unico ricordo, anche se la popolazione si è subito mossa per contribuire a un’eventuale ricostruzione, qualora fosse possibile, pronta a costituire un comitato per ri-ottenere il monumento in tempi rapidi.

L’autore della azzardata manovra, un 28enne di nazionalità straniera, appena consumato il guaio, è sceso illeso dalla vettura, disperato per il suo errore. Da quanto emerso, probabilmente, sarà la ditta della quale è dipendente a farsi carico del pagamento dei danni. A ogni modo, la ferita per la piccola frazione del bresciano non passerà tanto presto, almeno fino a quando non arriveranno notizie certe su una possibile ricostruzione. Non resta che aspettarle, guardando il lago e sperando per il meglio.

 

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