Ruba un orologio da 70mila euro: licenziato dal club

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:04

Da enfant prodige in attesa di consacrazione alla rescissione obbligata del contratto: è stato breve il passo per il giovanissimo Lamine Diaby-Fadiga, promettente attaccante diciottenne del Nizza, messo alla porta dal club che lo ha cresciuto per essersi reso responsabile del furto di un orologio ai danni del compagno di squadra Kasper Dolberg. Non proprio un orologio qualsiasi, visto che il valore è pari a 70 mila euro. Il prezioso oggetto era sparito alcuni giorni fa al termine di una normale sessione di allenamento, mandando su tutte le furie il bomber danese, approdato in estate al club provenzale. Secondo quanto riferito da L'Equipe, l'ex Ajax avrebbe addirittura minacciato di non scendere più in campo qualora l'autore del furto non fosse venuto fuori, saltando la sessione di allenamento in vista della sfida col Digione. L'attaccante ha quindi sporto denuncia contro ignoti e, dopo una breve indagine della Polizia francese, si è risaliti – fra lo stupore generale – al giovane gioiello di casa, che ha restituito l'orologio e ha fatto le proprie scuse al compagno di squadra.

Rescissione

Aver restituito il maltolto, a ogni modo, non è bastato a Lamine per risolvere il problema. Il Nizza, infatti, si è visto costretto a punirlo con la rescissione immediata del contratto, una scelta che, per quanto fatta sicuramente a malincuore, a quel punto era inevitabile. Ora Diaby-Fadiga, che aveva appena iniziato il suo passaggio in prima squadra, dovrà ricominciare da capo: per lui si starebbero aprendo le porte del Paris Fc, secondo club della capitale francese, che milita in Ligue 2. Firmerà da svincolato, con l'obiettivo di gettarsi presto alle spalle il suo errore e sfruttare al meglio questa seconda possibilità.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]mail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.