Quando i supporters passano il segno: pesanti offese a Kolarov e Juan Jesus

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Si dice che chi è della Roma non perde mai. Magari, lo era una volta, quando la Roma era solo Rometta, ma aveva il tifo più caldo e bello d’Italia. Poi, i tempi sono cambiati. Ovviamente in peggio pur rimanendo quella giallorossa una tifoseria calda e appassionata. L’avvento dei social e i troppi “opinionisti” che proliferano nell’etere ma che con giornalismo ci azzeccano quanto un barista con la chirurgia estetica, hanno di fatto rivisitato il concerto di romanità. Che rimane eterno.

Solo che sui social hanno iniziato a fare la loro comparsa tifosi (!) che con il vero tifo giallorosso c’entrano assai poco. Roma purtroppo sta scoprendo l’altra faccia di una medaglia che non conosceva, quella della violenza, peraltro gratuita, che se in questo ore sta tornando a prendere piede in maniera pesante. Sabato sera, tanto per entrare nel vivo del discorso, quella piccola fetta di tifo giallorosso di cui sopra, ha recitato la parte più ignobile della romanità, attaccando due giocatori che vestono la maglia della Roma.

In primo luogo se la sono presa con Kolarov, peraltro il migliore tra i giallorossi e autore del gol vittoria della settimana precedente a Bergamo, rinfacciando all’ex difensore del Manchester City i suoi trascorsi sulla sponda opposta del Tevere. Motivo che lo stesso Kolarov, al suo arrivo nella Capitale, ha liquidato con poche parole, non rinnegando quel passato, ma giurando amore e fedeltà alla nuova maglia. Messaggio subito messo in chiaro in campo con prestazioni sanguigne. Eppure come se non bastasse, c’è chi è riuscito a prenderlo di mira ed anche pesantemente con striscioni del tipo “Kolarov come Re Cecconi” ed ancora “Non dimentichiamo il tuo passato con quella lurida maglia. Ti auguriamo la stessa fine di Chinaglia. Kolarov bastardo laziale”. Parole che definire vergognose ci sembra pure poco.

E poi è toccato a Juan Jesus a finire nel mirino di un’altrettanta frangia di tifo violento. Al brasiliano non hanno perdonato la marcatura su Perisic e la violenza si è scatenata su Twitter. “Brutto negro mongoloide, la prossima partita la vedi con cannocchiale. Per fermare Perisic ti ci voleva l’autovelox”. Scaduta decisamente in basso questa fetta di tifoseria, che Juan Jesus è pronto a denunciare perché quella parole non gli sono andate giù, oltretutto dopo una partita giocata ad alti livelli e poi scemata nel finale quando il morale della Roma tutta è finito sotto i tacchetti delle scarpe perché da una vittoria meritata sul campo, ha finito per subire la più ingenerosa delle sconfitte. E così il brasiliano è pronto a difendersi, denunciando l’autore del messaggio perché, ha detto “debbo tutelare i miei figli e non voglio un futuro con persone così brutte attorno a loro. Per questo dico basta per provare a cambiare qualcosa per il futuro”.

Il rammarico di un uomo ancor prima di calciatore che pure da che è arrivato in giallorosso, ha dimostrato attaccamento alla maglia e che non merita certi trattamenti. Come non li merita Kolarov che già oggi si è imposto come tra i migliori in campo e al quale non può essere rinfacciato un passato biancoceleste. Chi lo fa e probabilmente continuerà a farlo, magari solo per principio, non merita di definirsi tifoso di quella che a Roma si chiama Magica. Perché la Roma, non si discute, si ama. E non si contestano alla prima giornata i suoi calciatori.

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