Pesticida contro i senzatetto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:04

Un uomo d'affari dell'Alaska è stato condannato con l'accusa di aver cosparso un prodotto altamente irritante utilizzato per disinfettare le piscine su una strada pubblica utilizzata dai senzatetto.

Il fatto

Il 67enne, come riferisce Fox News, si sarebbe giustificato affermando che nel rifugio e nella mensa vicini alla strada in questione, si farebbe uso di droghe e ci sarebbe degrado: tutto ciò influirebbe negativamente sulla sua attività. Le indagini della polizia sono iniziate quando è stata trovata, nel giugno scorso, una sostanza bianca nei pressi del luogo dove si ritrovano i senzatetto. Dopo le analisi, è stato appurato si trattasse di Zappit 73, un prodotto usato come detergente per piscine. L'esposizione a questa sostanza mette le persone a rischio di gravi danni fisici, inclusa la cecità. L'autore del gesto, dal canto suo, ha affermato di credere si trattasse di un semplice disinfettante ed ha definito l'azione un servizio pubblico per pulire la strada da feci umane, vomito e cibo avariato lasciati sull'asfalto. I vigili del fuoco hanno rimosso 634 chilogrammi di Zappit 73 dalla strada. Il 67enne deva affrontare ora un anno di carcere e una multa di 25mila dollari dovuta alla somma di una serie di reati minori.

Il precedente

Già in passato negli Stati Uniti i senzatetto hanno procurato insofferenza. Nel gennaio 2018 un gruppo di super-ricchi che abitano immobili extralusso nel centro di Manhattan, a New York, si sono opposti alla proposta del sindaco Bill de Blasio di costruire una casa d'accoglienza per bisognosi nei pressi delle loro abitazioni sul “Billionaiers Row”. Il primo cittadino è rimasto però imperturbabile, in quanto – aveva detto – esiste “un nuovo tipo di senzatetto” composto da persone che ricevono “salari non al passo con il costo della maggior parte degli alloggi della nostra città”. New York è la città degli Stati Uniti che ha il maggior numero di persone costrette a vivere a cielo aperto: ad inizio 2018 erano circa 76.500.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.