Perugia, intimidazione alla sede del Corriere dell'Umbria

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:04

E'un episodio che fa gelare il sangue. Stiamo parlandi di quanto accaduto alla sede di Perugia del Corriere dell'Umbria. Dove nella notte tra domenica e lunedì sono state lanciate pietre. I presunti responsabili, che sarebbero stati ripresi da telecamere di videosorveglianza, sarebbero due individui che, secondo una prima ricostruzione sono arrivati con una moto e si sono poi avvicinati alla sede del quotidiano, in via Pievaiola, con il volto coperto da caschi integrali. Hanno quindi lanciato alcune pietre contro le vetrate, in parte rimaste danneggiate. Una delle ipotesi degli investigatori è che si sia trattato di un atto intimidatorio. 

Il commento dell'Ordine dei giornalisti

“Esprimo la piena solidarietà al Corriere dell’Umbria, al direttore ed a tutta la redazione, per l’atto intimidatorio accaduto la scorsa notte. Secondo una prima ricostruzione, due persone sono scese da una moto con i volti coperti dai caschi e, una volta all’interno del piazzale di fronte alla redazione, hanno iniziato a scagliare pietre contro le vetrate del quotidiano, danneggiando alcune finestre. La dinamica fa pensare ad un gesto di minaccia contro il giornale, probabilmente per qualche notizia non gradita, ma la libertà di stampa non si fa intimorire”. Così il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti Carlo Verna

Il precedente

Pochi giorni fa un episodio simile. Il giornalista palermitano Ismaele La Vardera e un operatore de Le Iene, al lavoro per un servizio a Palermo, sono stati aggrediti prima verbalmente, poi fisicamente, tanto da finire in ospedale. Stavano indagando sui furbetti che percepiscono il reddito di cittadinanza pur non avendo i requisiti, quando sono stati letteralmente aggrediti con calci e pugni. “Stavamo intervistando uno di questi furbetti che pur lavorando percepisce il reddito di cittadinanza – racconta La Vardera -. Ad un certo punto ha iniziato a inveire contro il cameraman, poi ha fatto altrettanto nei miei confronti”.

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