Regionali Sicilia, 14 persone indagate a Messina per abuso d’ufficio e falso

Tra gli indagati anche il sindaco di Messina Cateno De Luca e un ex consigliere provinciale con l'ipotesi di abuso d'ufficio in concorso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:00
La sede Amam a Messina

Quattordici persone sono indagate a Messina nell’ambito di un’inchiesta cominciata nel 2018 sulle elezioni regionali del 2017 con ipotesi di reato che vanno, a vario titolo, dall‘abuso d’ufficio al falso, alle minacce aggravate dal metodo mafioso. Lo scrive la Gazzetta del Sud.

Gli indagati

Tra gli indagati – riporta Ansa – ci sono anche l’ex parlamentare regionale Santo Catalano, l’attuale consigliere comunale di Milazzo Lorenzo Italiano, il sindaco di Fondachelli Fantina Marco Pettinato, suo padre Francesco Pettinato, già sindaco del comune montano sparso di circa mille abitanti, la candidata a sindaco alle ultime amministrative Maria Pamela Corrente, Armando Buccheri, Carmelo Fascetto, Francesco Salmeri, i messinesi Placido Smedile, Davide Lo Turco e Giuseppa Zangla, il pattese Enrico Talamo.

Il sindaco di Messina Cateno De Luca

Nel registro degli indagati figurano anche il sindaco di Messina Cateno De Luca e l’ex consigliere provinciale di Messina Carlo ‘Roberto’ Cerreti, con l’ipotesi di abuso d’ufficio in concorso.

Quote rosa in Amam SpA

L’episodio riguarda la nomina di Cerreti nel Cda dell’Amam SpA, azienda idrica messinese, da parte di De Luca, in sostituzione del membro designato, l’architetto Loredana Bonasera, con l’ipotesi di violazione delle “quote rosa” e di un “ingiusto vantaggio” a Cerreti.

La difesa di Amam

Lo scorso ottobre il sindaco De Luca scese in campo per invitare i messinesi a bere l’acqua del rubinetto, sia per motivi ecologici – “utilizzare l’acqua corrente può contribuire a far calare il consumo delle bottiglie di plastica” – sia economici: “l’acqua di casa è più conveniente di quella imbottigliata che si deve acquistare al supermercato”.

“Una famiglia composta da quattro persone – aveva detto il primo cittadino – spende circa 380 euro l’anno in acqua in bottiglia di plastica, inconsapevole del fatto che l’acqua del rubinetto, che a Messina costa intorno a 0,002 euro al litro, è non solo potabile, ma spesso ha caratteristiche migliori di quella imbottigliata”.

“L’acqua comunale – spiegava De Luca – risulta anche più controllata, visto che per legge le verifiche devono essere eseguite almeno una volta ogni tre mesi, mentre le società che possiedono sorgenti per imbottigliare l’acqua la controllano più di rado. L’Amam, invece, esegue i controlli una volta ogni due mesi“.

Il precedente

Nei 2017 De Luca era stato assolto per il cosiddetto “sacco di Fiumedinisi”, inchiesta risalente al 2004 nella quale figurava come presunto coinvolto in una tentata speculazione edilizia. Il Tribunale di Messina tre anni fa lo ha scagionato dalle accuse di concussione, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico.

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