Non vogliono pagare la vacanza: l’escamotage utilizzato

Identificati e denunciati dai carabinieri, nei confronti dei quattro emesso un foglio di via obbligatorio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:03

Probabilmente credevano di aver messo a punto un piano infallibile, ma così non è stato: infatti i carabinieri li hanno smascherati e denunciati per il reato di truffa in concorso. La vicenda ha come teatro una delle perle d’Italia, l’arcipelago delle isole Tremiti (Foggia). 

Cosa è successo

Tre uomini e una donna hanno contattato una struttura turistica dell’isola di San Domino e sin dal momento della prenotazione hanno fatto intendere di essere dei giornalisti specializzati nel settore turistico, incaricati di dover creare un servizio per mettere in risalto le bellezze delle isole Tremiti.

Per circa una settimana hanno fruito di vitto, alloggio ed ombrellone e hanno finto di effettuare foto e riprese. Il tutto tra un tuffo in mare e un pranzo.

La fuga e il conto non pagato

La finta troupe di giornalisti, dopo cinque giorni ha improvvisamente lasciato la struttura senza pagare il conto dovuto, circa 800 euro, come riporta lagazzettadelmezzogiorno.it. Ma il loro piano è miseramente fallito. Infatti i Carabinieri li hanno in breve tempo identificati e denunciati e, per i quattro finti giornalisti, è stato emesso il foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nell’arcipelago. Successivamente, si è scoperto che i quattro erano già noti alle forze dell’ordine per precedenti simili.

Casi simili

Come riporta fanpage.it, questa non è la prima volta che degli individui mettono in atto truffe nei confronti di albergatori. A Riccione, ad esempio, un giovane di 19 anni ha acquisito dati di carte di credito quando lavorava nella reception di un albergo della zona. Carte che poi avrebbe clonato e, presentandosi una volta come medico, o come infermiere, o come poliziotto, ha utilizzato per pagare soggiorni di lusso, con conseguente conto salato. E’ stato scoperto in seguito alla denuncia di uno dei legittimi proprietari della carta di credito che ha visto addebitato un conto di 2.000 euro spesi in un albergo di Riccione all’inizio di agosto.

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