Morte della piccola Matilda senza colpevoli: assolti mamma e compagno

Rimane senza colpevoli la morte della piccola Matilda, la bimba di 22 mesi uccisa nel luglio 2005 da un colpo alla schiena a Roasio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:34
La piccola Matilda in una foto del 2005

Rimane senza colpevoli la morte della piccola Matilda, la bimba di 22 mesi uccisa nel luglio 2005 da un colpo alla schiena nella sua casa di Roasio, nel Vercellse. La quinta sezione penale della Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dai legali della madre Elena Romani, assolta in via definitiva per il delitto, dopo che nel 2018 la Corte d’Appello di Torino ha assolto il compagno di allora della donna, Antonio Cangialosi. C’erano solo loro due in casa con la bimba, il giorno della tragedia.

Un mistero lungo 16 anni

Un caso raro nel panorama giudiziario italiano: dopo 16 anni di indagini, non è stato riconosciuto alcun colpevole per la morte violenta della piccola.

La vicenda – ricostruisce Ansa – risale al 2005: Romani, una giovane hostess di Busto Arsizio, e la piccola Matilda, arrivano a Roasio nella casa del compagno, Cangialosi, bodyguard di professione.

Il 2 luglio la bimba, di neanche due anni, muore per un violento trauma alla schiena. Inizialmente è indagata la Romani, ma viene assolta nei tre gradi di giudizio: una prima volta nel 2007, due anni dopo, per insufficienza di prove, con una sentenza della Corte d’appello di Torino, e infine nel 2012 in Cassazione.

La posizione di Cangialosi si riapre nel 2013 con la decisione della procura di Vercelli di revocare il non luogo a procedere nei suoi confronti, su indicazione della stessa Cassazione. L’uomo, difeso da Andrea Delmastro, viene rinviato a giudizio, ma il gup del tribunale di Vercelli lo assolve dall’accusa di omicidio preterintenzionale; lo stesso fa nel 2018 la Corte d’Appello di Torino, decisione su cui c’era stato il ricorso dei legali di Romani. Ricorso che oggi, però, la Cassazione ha ritenuto inammissibile.

“Giustizia negata alla piccola Matilda”

Giustizia negata per la piccola Matilda – commenta Scheda, che insieme a Massironi ha difeso la Romani prima nei processi a suo carico, e ora come rappresentante di parte civile nei processi a Cangialosi -: non c’è alcun colpevole per la sua morte. Da parte nostra c’è soddisfazione perché la Romani è stata assolta nei tre gradi con formula piena, ma c’è l’amarezza perché non si è riusciti a dare giustizia per la piccola. E’ una sconfitta per tutti noi e del sistema giudiziario”.

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