Minacce dei rom sgomberati: “Entreremo nelle vostre case”

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Entreremo nelle case dei cittadini, da stasera, per fargli vedere cosa significa essere buttati in strada”. Così parla al Messaggero Denis, 27enne rom del Kosovo, mentre le forze dell'ordine sono all'opera per sgomberare il campo dove il giovane, insieme ad altre 255 persone, viveva: il Camping River, nel quadrante nord di Roma. Una vera e propria minaccia, anche se il giovane rom non ritiene che si tratti di questo. I nomadi spiegano che “fino a ieri i cittadini di questa zona stavano bene con noi, ci salutavano, salve, buongiorno, ora abbiamo sentito che sono felici che ci cacciano via”. E “allora – sbotta il 27enne – noi abbiamo promesso che da stasera gli entreremo in casa. Una minaccia? No, bloccheremo tutta la via. Non sarà facile liberarsi di noi”.

Circa 50-60 rom si sono piazzati davanti l'ingresso dell'ex campo che li ospitava. “I residenti sono preoccupati – rivela l'ex minisindaco del XV municipio, Daniele Torquati – temono che queste persone rimangano qui chissà per quanto”. La situazione è tesa. Nella serata di giovedì un gruppo di rom ha tentato un blitz per provare ad riappropriarsi dei vecchi container: hanno sfondato il cancello, prendendo a sassate i vigili, uno dei quali colpito e portata al Sant’Andrea. Sono invece 43 i rom che hanno accettato l'offerta del Comune di Roma: sistemazione nei centri di accoglienza e inserimento nel circuito di inclusione che prevede anche il rientro volontario in Romania.

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