Mascherine “fantasma”: scoperta truffa on line da 1 milione di euro

Oltre 250 le persone raggirate e due amministrazioni comunali, in Piemonte e in Basilicata. A Catania sequestrati 1.500 flaconi di gel venduti come disinfettante per le mani

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:57

Proseguono le truffe on line che sfruttano la paura della gente per la pandemia da coronavirus. Due distinti casi sono stati scoperti nelle scorse ore. Il primo episodio è avvenuto in provincia di Vercelli. Un uomo vendeva online, a prezzi imbattibili, mascherine, termometri e igienizzanti ma, una volta ottenuto il pagamento, del materiale non c’era traccia. La guardia di finanza ha denunciato l’imprenditore del Vercellese, stroncando una truffa da oltre un milione di euro. Oltre 250 le persone raggirate: medici, farmacisti, infermieri, associazioni di volontariato e persino due amministrazioni comunali, in Piemonte e in Basilicata.

Catania: gel disinfettante fasullo

Sempre oggi, 2 aprile, la guardia di finanza di Catania ha sequestrato 1.500 flaconi di gel venduti come disinfettante per le mani, ma privi di autorizzazioni alla commercializzazione da parte del ministero della Salute o della Commissione europea. Il materiale era nel magazzino di un commerciante all’ingrosso di prodotti chimici per l’industria, operante nel Catanese, assieme a materia prima e imballaggi per il confezionamento del gel in flaconi. Dall’esame dei documenti fiscali già emessi, scrive Ansa, i militari delle Fiamme gialle hanno ricostruito la filiera commerciale complessiva di circa 5.000 articoli venduti a titolari di farmacie ed erboristerie in Sicilia e in Sardegna. Il titolare dell’attività all’ingrosso e i responsabili delle rivendite al dettaglio sono stati segnalati per frode in commercio alle Procure competenti per territorio.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.