Marijuana fai da te, scoperti a Roma e Torino laboratori casalinghi di droga

Cosa spinge a spacciare? La chimera di una vita di lusso.

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:41

La forte propensione allo spaccio di droga leggera ha portato a trasformare la propria abitazione in una vera e propria serra. Ecco cosa è stato scoperto dagli investigatori del commissariato Anzio/Nettuno, diretto da Andrea Sarnari, a casa di un giovane pusher U.F di 23 anni. Dopo lunghi accertamenti e appostamenti, ieri pomeriggio, gli agenti hanno fermato il giovane a bordo di un’utilitaria. Il giovane era molto nervoso e ciò ha indotto i poliziotti ad approfondire il controllo. Difatti, hanno rinvenuto una dose di marijuana negli slip. Nella casa del giovane è stato scovato un comparto, a cui si accede spostando un armadio a muro, suddiviso in 3 sezioni, dove erano allestite altrettante serre professionali complete di lampade, umidificatori e timer per gestire le varie fasi (crescita ed essicazione) di produzione della marijuana. È stata trovata altra droga in giro per l’appartamento: una parte in fase di preparazione per essere venduta ed altra conservata nel congelatore. La perquisizione ha portato al sequestro di: piu’ di 2 kg di marijuana, mezzo kg di hashish e 1300 euro in contanti. U.F., di Anzio, è stato arrestato e posto a disposizione della Magistratura di Velletri.
A Torino è stato arrestato dalla polizia un 51enne  perché coltivava in casa marijuana. L’uomo era già agli arresti domiciliari proprio per reati relativi sempre agli stupefacenti. Aveva trasformato il suo alloggio in un vero e proprio laboratorio per la produzione, la lavorazione e il confezionamento della droga. All’interno di una cucina giocattolo a cui aveva applicato delle lampade a neon sono stati scoperti circa 86 panetti di marijuana. Inoltre, in due serre di legno costruite artigianalmente erano invece custoditi 14 vasi di marijuana. Lo ha tradirlo il forte odore proveniente dalla sua casa.

Perché?

Sicuramente perché si possono fare soldi facili, velocemente e senza fatica. Rappresenta la condizione ideale per potersi permettere una vita di lusso, divertimenti di ogni tipo, auto sportive, moto senza lavorare.
Considerare la possibilità di un vero lavoro e di sacrificarsi per ottenere risultati sono obbiettivi che sfuggono realmente agli occhi di tanti, soprattutto dei giovani. Di chi è la colpa? Delle istituzioni? Della famiglia? Le difficili condizioni economiche in cui versano numerose famiglie e spesso l’assenza dello Stato giocano un ruolo incisivo nel futuro dei giovani: la mancanza di speranza e di prospettive conduce a cercare percorsi alterni, che vanno a sostituire i “sogni nel cassetto.” Molti ci entrano da consumatori, e si trasformano in venditori. E si crea così una catena senza fine.

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