Malawi, distrutte quasi 20.000 dosi di AstraZeneca scadute

L'OMS aveva avvertito della perdita di efficacia del siero dopo la scadenza; è il primo Paese africano a procedere in questo senso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:16

Il Malawi ha distrutto 19.610 dosi scadute del vaccino AstraZeneca contro il Covid-19, primo Paese africano a farlo, dopo che il Centro africano di prevenzione e controllo delle malattie (Africa Cdc) ha confermato che le dosi scadute sono prive di efficacia. La notizia è riportata da Ansa.

I vaccini, prodotti dal Serum Institute of India con scadenza il 13 aprile, erano stati consegnati al Malawi il 26 marzo, scrive la Bbc, in un lotto di un totale di 102 mila dosi.

Il sito del giornale locale Nation Online ha pubblicato su Twitter le fotografie delle dosi bruciate in un inceneritore nell’ospedale centrale Kamuzu, nella capitale Lilongwe.

Il Malawi aveva ricevuto all’inizio di marzo un lotto di 360 mila dosi di AstraZeneca. I vaccini scaduti fanno invece parte di un altro lotto, arrivato alla fine dello stesso mese ed utilizzato per quasi l’80 per cento, come riporta ancora la Bbc. La scadenza del 13 aprile, troppo a ridosso della consegna, non ne ha permesso un uso totale.
L’Organizzazione mondiale della Sanità aveva inizialmente consigliato di non distruggere le dosi, cambiando parere in seguito. Il portavoce del ministero della Salute del Malawi, Joshua Malango, aveva comunque replicato all’Oms che le dosi scadute erano già state tolte dalla cosiddetta “catena del freddo”, pregiudicandone quindi la corretta conservazione.
L’inutilizzo dei vaccini ricevuti riguarda in Africa anche il Sud Sudan, che ha comunicato lo scorso mese la scadenza di 60 mila dosi di AstraZeneca donate dall’Unione africana dopo che la campagna di immunizzazione, prevista a marzo, era stata rimandata per problemi logistici.

I numeri del Malawi

Il Malawi conferma a oggi 34.231 contagi e 1.153 vittime su una popolazione di 18 milioni di abitanti. Con l’eliminazione delle dosi scadute gli operatori sanitari sperano di aumentare la bassa fiducia dell’opinione pubblica nei confronti dei vaccini.

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