Li avvisa che non si può giocare a palla, bagnino pestato

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Quello del bagnino è un mestiero da molti invidiato. Si sta in spiaggia, al sole, tra tante bellezze in costume da bagno e si mostra un fisico spesso scolpito. È tuttavia un lavoro molto impegnativo, che richiede grande professionalità, attenzione e capacità di leggere le situazioni che vengono a creare in spiaggia, sul bagnasciuga e in mare. Talvolta, purtroppo, si ha a che fare con persone incoscienti, indisciplinate, ma anche violente.

Ne sa qualcosa un bagnino di Nettuno, sul litorale romano, che nei giorni scorsi è stato aggredito e pestato da un branco di ragazzi tra i 20 e i 25 anni. La “colpa” dell'uomo è stata di aver fatto presente loro che non si potesse giocare a calcio, come indicato sui cartelli di divieto. “Non si può giocare a palla in spiaggia”, avrebbe detto l'uomo ai ragazzi che avevano appena iniziato la partita di calcetto, innescando la loro reazione furiosa. L'uomo – stando a quanto riferisce Il Messaggero  – è stato prima circondato dai teppisti, poi a sorpresa è stato raggiungo da un pugno in pieno volto. I teppisti approfittando dello stato di choc del bagnino si sono dati alla fuga. Nonostante l'aggressione il bagnino, aiutato dai colleghi e dai gestori della spiaggia, ha raccontato quanto accaduto ad alcuni addetti della capitaneria di porto di Anzio. Il tutto poi è stato denunciato alla stazione dei carabinieri di Nettuno. I testimoni del pestaggio raccontano che “quei ragazzi giocando a calcio infastidivano gli altri bagnanti. Eppure su questa spiaggia ci sono molti cartelli che indicano tutti i divieti possibili, compreso il gioco del calcio. E non si trattava di ragazzini, ma di persone sui 20, 25 anni”.

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