Le interminabili liste di attesa della sanità nazionale

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E'sempre più drammatica la situazione della Sanità meiridionale, in particolare quella siciliana. I dati emersi, nel “Rapporto annuale Ospedali e Salute 2018“, che si è svolto proprio a Palermo, sono a dir poco preoccupanti. Gli abitanti dell'isola attendono fino due mesi per accedere a prestazioni specialistiche per le quali i tempi massimi di attesa non dovrebbero superare i tre giorni. 

I numeri della crisi

Le liste più lunghe riguardano l'ecocolordoppler cardiaco (57,2% per 21 utenti) e la colonscopia (50 giorni nel 41% dei casi). I tempi di attesa però si allungano anche per gli esami che dovrebbero essere completati entro 10 giorni. Per esempio la mammografia bilaterale (88 giorni per il 30% dei pazienti). Il Report analizza l'andamento del sistema ospedaliero italiano, si focalizza specialmente sulla domanda di prestazioni sanitarie e la qualità dell'assistenza percepita dai cittadini. I ritardi non risparmiano neanche le prestazioni di ricovero: per quelle da effettuare nel tempo massimo di 30 giorni, circa il 30% dei pazienti attende fino al doppio del tempo (67 giorni) per un ricovero ordinario; mentre per il 7,5% delle persono che aspettano di essere inserite in day hospital, l'attesa può protrarsi fino a 105 giorni. Queste inefficienze del sistema nazionale hanno delle conseguenze rilevanti. Innanzitutto gli italiani, stanchi di aspettare, rinunciano a curarsi. Inoltre queste differenze macroscopiche tra regioni alimentano il fenomeno della mobilità sanitaria. La ricerca ha messo in luce che i cittadini ricorrono ai Dipartimenti di emergenza quando non trovano risposte dalla medicina territoriale. Non solo perché molti decidono di passare direttamente dalle unità di Pronto Soccorso per accelerare le pratiche, generando l'affollamento degli ospedali. Tendenze confermate dai numeri della maglia nera Sicilia. Tra il 2017 e il 2018, il 71% dei pazienti che si sono rivolti ad un Pronto Soccorso pubblico che, non potendoli assistere in quell'ospedale, li ha inviati in un'altra struttura accredita al Sistema sanitario nazionale. La percentuale di questi casi sale al 164% nella provincia di Catania, sencondo e terzo posto ripesttivamente per Trapani (75,8%) e Palermo (74,3%). Nonostante questi trend negativi creino “smarrimento, disuguaglianze e malcontento”, due italiani su tre si dichiarano soddisfatti del propria sanità regionale

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