L'arcivescovo a scuola? Docenti si ribellano

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Barricate laiciste in una scuola media di Cafasse, nel torinese. Un gruppo di docenti ha infatti deciso di sbarrare la strada all'arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, che aveva in programma una visita pastorale nella struttura concordata tra scuola e diocesi. Il gruppo avrebbe chiesto di programmare l'incontro solo nel pomeriggio, al di fuori dell'orario di lezione. Così, l'incontro è saltato.

Don Piergiuseppe Sandretto, parroco del paese, ha espresso il suo disappunto attraverso un comunicato: “C'è grande stupore e amarezza per questa censura, che solo a Cafasse ha bloccato l'incontro con gli alunni, della durata di circa mezz'ora. Tutte le scuole della nostra unità pastorale, che raggruppa le parrocchie di Fiano, Robassomero, Vallo e Varisella, hanno accolto il vescovo con grande apertura, tranne la nostra scuola media. L'arcivescovo non proponeva un incontro di preghiera, ma di semplice conoscenza, confronto e dialogo, e chiedeva che avvenisse a scuola perché desiderava incontrare tutti, non solo coloro che frequentano la parrocchia”. Ancora: “Mi chiedo perché non sia stato concesso al collegio docenti di votare democraticamente se approvare o meno la visita dell'arcivescovo. In questa vicenda ci sono troppi lati oscuri, e desideriamo sia fatta chiarezza”.

Il mancato incontro è stato mal digerito anche da alcuni genitori, che hanno chiesto che la scuola rivolga le proprie scuse all'arcivescovo. La ministra Valeria Fedeli, in visita a Torino per un convegno, ha commentato: “Non si è tenuto conto del pluralismo e del rispetto che noi dobbiamo portare per tutti, senza discriminare nessuno anche dal punto di vista della religione, come del resto prevede anche l’articolo 3 della Costituzione”. Forse qualcuno inizia ad accorgersi che, in società sempre più secolarizzate, si è diffusa una discriminazione verso i cristiani.

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