Lamezia Terme, atti intimidatori alla comunità di don Panizza

Per più giorni squarciate gomme a quattro dipendenti. Solidarietà dal mondo associativo cittadino

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:13

I lavoratori e le lavoratrici impegnati nella Comunità Progetto Sud a Lamezia Terme sono stati oggetto di una serie di atti intimidatori. Gli operatori sono impegnati nel bene confiscato di Via dei Bizantini. Gomme squarciate in pieno giorno sono la brutta sorpresa che quattro degli operatori della casa “Pensieri & Parole” hanno trovato negli ultimi 8 giorni alla fine del turno.

Sette gli episodi denunciati che riportano al centro la sicurezza del gruppo sociale fondato da don Giacomo Panizza nel 1976.

La denuncia è già sul tavolo del procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Curcio. Questi ha riferito all’attenzione della Dda e di Nicola Gratteri e Vincenzo Capomolla, per chiedere un intervento deciso a sostegno delle attività sociali e produttive della Comunità Progetto Sud.

Foto tratta dal profilo Facebook Comunità Progetto Sud

Il commento di don Panizza

“Questa volta – ha commentato don Panizza – non è come le altre volte. Questa volta hanno cambiato il tiro indirizzando le loro attenzioni verso i nostri dipendenti e non verso l’ente, hanno toccato chi viene a guadagnarsi il pane. Il lavoro di questi anni – aggiunge il presidente di Progetto Sud – è stato portato avanti con dignità e con la cultura della legalità e del lavoro pulito e regolarmente retribuito, proprio qui, nel primo bene confiscato e assegnato della città”.

In questa ultima settimana sarebbero stati una decina i gesti compiuti ai danni di questi lavoratori che, come spiega don Giacomo “condividono con noi gli obiettivi della comunità” e che, da giovedì scorso, alla fine dei loro turni hanno trovato le gomme delle loro auto tagliate. In alcuni casi, anche più di una volta. Gesti attuati in pieno giorno e, per giunta, lungo una strada particolarmente trafficata in quanto, oltre che ad attraversare un quartiere molto popolato, rappresenta una delle arterie di accesso alla città.

Solidarietà da altre realtà cittadine

Questa mattina a portare la solidarietà, in una conferenza aperta è stato il segretario regionale della Cgil Angelo Sposato assieme al segretario dell’area vasta Enzo Scalese.
Sposato afferma: “Quando si cerca di colpire il lavoro si vuole colpire il germoglio della legalità e la Comunità Progetto Sud e don Giacomo Panizza sono capisaldi di questa cultura da sostenere”. E aggiunge: “Chiederemo che il Governo ci metta la faccia e che la Comunità Progetto Sud non venga lasciata sola. Se necessario ci costituiremo parte civile. Ai lavoratori dico: non lasciamoci intimidire. Chiederemo che la struttura venga sorvegliata h24. La nostra non è solo una solidarietà ma un impegno per agire insieme e lo faremo già da oggi”.
A fianco della Comunità anche il legale della Comunità Progetto Sud, Italo Reale: “Siamo davanti al tentativo di non fare lavorare le persone. Abbiano l’impressione che ci sia qualcosa di fuori controllo. Strade vecchie che si ripresentano e nuove modalità di attacco”.
Presente anche Maria Teresa Morano a rappresentare la vicinanza dell’Associazione antiracket di Lamezia Terme: “Chiediamo alle Istituzioni di fare la loro parte ma anche alla cittadinanza di prendere posizione netta di condanna. Il problema è la presenza di una criminalità che non è quella di quindici anni fa ma prendiamo atto che sta mancando la società civile. Non si può delegare a chi già sta facendo. Lo chiediamo invece a chi passa di qua, in una strada così trafficata e dice di non vedere quando accadono questi fatti criminosi. Serve fare rete in maniera continuativa, è necessario per poter costruire uno scudo sociale importante”.

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