La copertina blasfema di Der Spiegel

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Si avvicina il Natale, una delle due feste più importanti per i cristiani insieme alla Pasqua, e il più diffuso settimanale tedesco, Der Spiegel, non si è lasciato sfuggire l'occasione di fare una copertina ad effetto. Peccato che sia davvero di pessimo gusto. Peggio: blasfema. Rappresenta Gesù Bambino recapitato in uno scatolone di Amazon con Giuseppe che commenta “Io non l'ho ordinato” e la Madonna che risponde “Possiamo cambiarlo?”. L'obiettivo è quello di presentare l'inchiesta sui cambiamenti introdotti dal dilagare dell'e-commerce ma il risultato è quanto meno discutibile.

Anzi. Ce n'è abbastanza per rimanere addolorati e indignati. Forse i dissacranti vignettisti teutonici avranno pensato di poter dare libero sfogo alla “creatività” visto che il bersaglio della loro cosiddetta satira questa volta sono i cristiani. Mica come i colleghi francesi di Charlie Hebdo che se la sono presa con Maometto… non c'è il rischio che qualche fanatico integralista prenda di mira la redazione del periodico di Amburgo… Intendiamoci bene: non si tratta di una “chiamata alle armi” in stile jihadista. Nessuna istigazione alla violenza. Ma quante voci si sono levate per stigmatizzare una copertina che offende prima di tutto Dio e poi la fede e il sentimento religioso di milioni di credenti? Possibile che debba passare tutto sulle nostre teste senza alcun moto di ribellione? Magari inondando di mail di protesta, sia pure in italiano, la redazione del giornale (basta cercare i contatti in rete…), visto che del resto la copertina sta già sollevando molte polemiche in Germania. 

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