LUNEDÌ 20 LUGLIO 2015, 000:20, IN TERRIS

"IN GERMANIA SIETE TROPPI". FRAU MERKEL FA PIANGERE UNA GIOVANE PALESTINESE

AUTORE OSPITE
"IN GERMANIA SIETE TROPPI". FRAU MERKEL FA PIANGERE UNA GIOVANE PALESTINESE
Sicuramente alcune situazioni politiche hanno bisogno di essere affrontate senza cadere nei sentimentalismi e con una certa fermezza, in modo da garantire il bene di tutti. Però molte volte basterebbe calarsi nei panni di chi chiede delle risposte e, magari mostrarsi più empatici e sensibili. Caratteristiche di cui non ha fatto uso la cancelliera Anela Merkel che si è confrontata in un "dibattito politico" con alcuni bambini, andato in onda su una tv tedesca.

Una bambina, che vive e studia in Germania, ma che proviene da un campo profughi del Libano ed è di origini palestinesi, ha espresso le sue incertezze riguardo al futuro alla "cancelliera di ferro". "Vivo in Germania da qualche tempo, provengo da un campo di rifugiati nel Libano. - ha detto al giovane alla Merkel Vorrei fare l'università qui ma non so se potrò rimanere. Sono molto preoccupata per il mio futuro, vorrei poter essere serena come gli altri intorno a me".

Parole che denotano una profonda maturità della piccola interlocutrice della Merkel, che proprio per questo risponde abbastanza glacialmente spiegando che "a volte la politica è dura: ci sono altre migliaia di persone nei campi profughi, se decidessimo di accoglierle tutte, poi non saremmo più in grado di sostenere la situazione. Ti prometto però che delibereremo presto su questo tema. Sicuramente, però, alcuni rifugiati dovranno tornare indietro".

Parole tanto realistiche quanto dure, che non rispondono alle insicurezze della bambina, anzi le prospettano uno scenario ancor peggiore: la possibilità di dover tornare indietro, al suo Paese di origine. E scoppia a piangere. Accortasi della gaffe fatta la Merkel cerca di consolare la giovane palestinese, ma ormai il danno è fatto. Sicuramente dimostrare un po' di tatto, delicatezza e almeno un po' di comprensione verso i problemi che affliggono una giovane rifugiata, sarebbe stato meglio, ma si sa... la politica è la politica. Anche di fronte alle sofferenze altrui.
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