Imbrattate le targhe delle vittime delle leggi razziali

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Imbrattate targhe delle strade intitolate la settimana scorsa a chi ha combattuto contro fascismo e razzismo, prima erano dedicate a firmatari del 'Manifesto della razza'. Gesto vergognoso. Ripuliamo subito”. E' il tweet della sindaca di Roma, Virginia Raggi, in merito all'imbrattamento con vernice nera delle due nuove targhe di largo Nella Mortara e via Mario Carrara, in zona Battistini (nel Municipio XIV) reintitolate la settimana scorsa a queste due figure perseguitate dal regime fascista. La sindaca ha allegato anche un'immagine a testimoniaza dell'atto vandalico. Via Mario Carrara e largo Nella Mortara hanno sostituito le precedenti “via Donaggio e largo Donaggio”. Un gesto che Raggi, lo scorso 22 novembre, aveva rivendicato con orgoglio: “Con queste nuove intitolazioni ricordiamo persone che furono vittime delle discriminazioni razziali del regime fascista e pagarono in prima persona la scelta di opporsi. Ritengo sia molto importante che questa decisione sia maturata attraverso un itinerario di partecipazione che ha visto protagonisti cittadini e studenti. Si è trattato di un momento di riflessione e di crescita collettiva utile a comprendere le responsabilità degli orrori del passato che anche la nostra città ha subito”.

Storia recente

Ma chi sono i tre personaggi ricordati nelle targhe? Arturo Donaggio (nato a Falconara Marittima l'11 ottobre 1868 e morto a Bologna, l'8 ottobre 1942) fu uno psichiatra e accademico italiano, passato alla storia recente perché, il 21 aprile 1925, sottoscrisse il Manifesto degli intellettuali fascisti redatto da Giovanni Gentile. Egli fu inoltre il più anziano dei dieci scienziati italiani che sottoscrissero il cosiddetto Manifesto della Razza – pubblicato il 15 luglio 1938 su Il Giornale d’Italia – con il quale si forniva valenza scientifica alle Leggi razziali emanate dal fascismo fra il 1938 e il primo quinquennio degli anni quaranta. Mario Carrara (Guastalla, 2 novembre 1866 – Torino, 10 giugno 1937) è stato un noto medico, accademico e antifascista italiano. Fu uno dei padri della medicina legale italiana, proseguendo gli studi di Cesare Lombroso, e passò alla storia come uno dei pochissimi docenti universitari italiani che rifiutarono il Giuramento di fedeltà al Fascismo. Nell'autunno del 1931, infatti, i docenti universitari furono obbligati a prestare un giuramento di fedeltà al fascismo; soltanto in 12 si rifiutarono, perdendo la cattedra e il lavoro. Mario Carrara fu uno di questi, e venne escluso da tutte le cariche pubbliche. Nella primavera del 1935 la sua casa fu perquisita nell'ambito dell'operazione che portò all'arresto di Vittorio Foa e Massimo Mila; nell'ottobre 1936 fu arrestato per attività contro il regime fascista, e solo la sua età avanzata lo salvò dal confino. Detenuto alle carceri Nuove di Torino, dove continuò a lavorare al suo Manuale di medicina legale, morì nel giugno successivo. Nata a Pisa il 23 febbraio 1893, Nella fu un'accademica e fisica italiana. Fece parte, dal 1925, del Laboratorio di fisica della sanità pubblica, dove svolse un ruolo determinante nelle ricerche sulla radioattività indotta dai neutroni intraprese da Fermi a partire dal 1931. È noto come nel 1938 in seguito alle leggi razziali emanate dal regime fascista, in base alle quali docenti e studenti ebrei furono espulsi dalle scuole di ogni ordine e grado, il gruppo di via Panisperna si disperse. Anche Nella venne radiata dall'Università nel 1939 e dalle associazione di cui era membro compresa la Società italiana per il progresso delle scienze. Lasciata l’Italia, riparò in Brasile, a Rio de Janiero, presso il fratello maggiore Giorgio, già ordinario di statistica all'Università di Milano, che era partito nel gennaio del 1939. La preoccupazione per la famiglia rimasta in patria anche dopo lo scoppio della guerra la convinse a ritornare clandestinamente a Roma nel 1941, ove visse nascosta in un istituto religioso in costante pericolo fino alla liberazione. Dopo la guerra fu reintegrata all’università e, nel gennaio del 1949, le venne confermata in via definitiva l'abilitazione alla libera docenza in fisica sperimentale che ella aveva ottenuto già nel 1934. In ateneo tenne a lungo il corso di sperimentazioni fisiche al biennio propedeutico dell’Istituto di fisica. Si è spenta a Roma nel 1988.

 

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