Il “paradiso” ecologista dove gli animali muoiono di fame

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Il nome è lungo come l'agonia degli animali che ci vivono: Oostvaardersplassen. Si trova in Olanda, a 30 chilometri da Amsterdam, dove dal 1995 tra prateri e paludi scorazzano e svolazzano specie autoctone in libertà. Non sarebbe però il “paradiso” che qualcuno vorrebbe dipingere: qui le bestie muoiono di fame. Questa almeno è l'accusa del Partito Animalista, che ha diversi deputati in Parlamento.

Secondo l'accusa, il parco è una sorta di campo di concentramento, perché – come racconta Il Corriere della Sera “nel conto della natura mancano i predatori come i lupi (ci sono soltanto volpi) che aiuterebbero a mantenere in equilibrio un sistema sballato”. In compenso ci sono cervi, cavalli selvatici e bovini Heck, una razza tedesca che ricorda l’antico uro. Dopo una serie di inverni miti, nella riserva si contavano oltre cinquemila esemplari delle tre specie. Ma l’ultima stagione fredda li ha decimati: 3.500 sono scomparsi. E il 90% è stato abbattuto dai ranger governativi per evitare lo stadio estremo della morte per fame.

Hanno colpito l'animo delle persone le immagini degli animali ridotti a pelle e ossa. Sugli scudi anche personaggi pubblici, come il mago illusionista Hans Klok e il campione di equitazione Anky van Grunsven. “È un progetto completamente fallito”, ha detto al Guardian il biologo Patrick van Veen, la cui petizione per fermare “il macello” di Oostvaardersplassen ha raggiunto 125mila firme. Chissà se basteranno per fermare l'utopia di un “paradiso” che si sta rivelando invece un inferno per le povere bestie.

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