DOMENICA 23 DICEMBRE 2018, 00:05, IN TERRIS

GERMANIA

Il famoso giornalista inventava le notizie

Il celebre reporte Claas Relotius è stato licenziato da Der Spiegel dopo aver ammesso la truffa

MILENA CASTIGLI
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Il reporter Claas Relotius del settimanale tedesco Der Spiegel
Il reporter Claas Relotius del settimanale tedesco Der Spiegel
E

ra uno stimatissimo giornalista, peccato che si inventasse le notizie. Il caso ha del clamoroso e ha fatto in breve tempo il giro del mondo: il trentatreenne Claas Relotius, uno dei reporter più celebri e premiati di Der Spiegel - il principale settimanale tedesco - ha inventato molti dei propri scoop, falsificando testimonianze e creando dal nulla fonti e protagonisti estranei alla vicenda. È lo stesso giornale tedesco a rivelare la truffa, definita "il punto più basso della nostra storia lunga oltre settant'anni".

Il giornalista in questione non è uno sprovveduto alle prime armi, anzi. Nominato "Journalist of the Year" dalla Cnn nonché insignito dell'European Press Prize, i suoi reportage ha vinto tutti i più importanti premi giornalistici tedeschi, tra cui il Premio per il reporter dell'anno e il Premio Peter Scholl-Latour. 


I primi sospetti

I primi sospetti erano emersi a novembre, dopo un pezzo scritto da Relotius - che lavora allo Spiegel da 7 anni - dall'Arizona, in America. Un collega statunitense del reporter si è chiesto come fosse possibile aver fatto un reportage senza essere mai andato in Arizona a raccogliere dati e fonti. Insospettito, ha iniziato ad indagare su di lui, raccogliendo indizi e prove che smascheravano l'operato dell'illustre collega tedesco.

Prove che inizialmente vennero accolte con notevole scetticismo dalla redazione del settimanale. Ma la certezza delle accuse è arrivata quando - dopo l'ennesima fonte senza riscontro - Relotius ha ammesso la frode confessando che almeno 14 dei suoi testi - sui 60 scritti durante la permanenza allo Spiegel - sono in gran parte dei "fake", tra citazioni fasulle, dettagli inventati e luoghi fittizi. Un grosso lavoro di immaginazione buono per uno scrittore di romanzi ma assolutamente indegno per un professionista dell'informazione che gli ha valso l'immediato licenziamento. Chissa che lo scandalo "Relotiusgate" non porti alla luce una prassi tra le grandi firme ben più estesa e sottaciuta del singolo caso.

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