Le grinfie degli strozzini sui ristoratori in crisi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:06

La disperazione, l’incertezza per il futuro, la crisi economica legata all’emergenza coronavirus, i mancati guadagni. Un mix di ingredienti che può risultare fatale e può spingere a fare scelte sbagliate, ma che al momento sembrano le uniche percorribili.

Cosa è successo

Un uomo di 33 anni è stato arrestato dalla Guardia di Finanza per usura, reato aggravato dal metodo mafioso e perché commesso ai danni di un imprenditore in crisi. La Procura di Catania ha contestato all’uomo di aver prestato complessivamente 3.500 euro a un imprenditore del settore della ristorazione, in crisi economica anche per il calo degli incassi legato all’emergenza Covid, chiedendo la restituzione del prestito con un tasso di oltre il 120%.

L’arresto

L’uomo è stato bloccato dalle Fiamme Gialle dopo aver incassato una “rata” del prestito da parte della vittima. Gli agenti hanno anche perquisito la sua abitazione trovando mille euro in contanti, agende e “pizzini”, documenti relativi alla contabilità in nero che provava il prestito a tassi d’usura.

L’uomo è stato sottoposto a sorveglianza speciale e la Procura gli ha contestato “plurime frequentazioni con soggetti appartenenti alle famiglie mafiose del clan Santapaola-Ercolano”.

Inoltre, nel corso di una successiva perquisizione nell’abitazione del padre dell’arrestato, i militari della Guardia Finanza di Catania hanno sequestrato una pistola e 40 cartucce e lo hanno denunciato per detenzione di armi da fuoco. Il gip ha convalidato l’arresto dell’uomo ed emesso nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.