Orrore in Gran Bretagna, uccide due sorelle dopo un ‘patto col diavolo’ 

Responsabile un ventenne, che aveva giurato di uccidere 6 donne in 6 mesi per vincere alla lotteria. Il fatto è avvenuto nel 2020

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:58

Orrore a sfondo satanico nel Regno Unito. Un 19enne è stato riconosciuto colpevole dinanzi alla corte londinese di Old Bailey per aver ucciso selvaggiamente a coltellate due sorelle. Il fatto è avvenuto nel 2020 in un parco alla periferia della capitale britannica, dopo aver lasciato traccia di una sorta di delirante patto col diavolo. Questo prevedeva l’impegno a togliere la vita a sei donne ogni sei mesi fino a che egli non avesse vinto alla lotteria.

La condanna di Danyal Hussein trova oggi ampio spazio sui giornali del Regno Unito. Il giovane è stato inchiodato dalle tracce del Dna raccolte dalla polizia nel parco in cui vennero assassinate le sorelle Bibaa Henry, di 46 anni, e Nicole Smallman, di 27, reduci dall’aver festeggiato all’aperto il compleanno di una di loro fino a tarda notte. Il ritrovamento di alcuni sinistri biglietti conservati da Hussein ha poi completato il quadro investigativo: con ossessivi riferimenti a entità infernali, con promesse di offerte di sangue alla “regina dei diavoli Queen Byleth” a patto che questa facesse innamorare di lui una studentessa liceale e soprattutto l’impegno rivolto alla mitologica figura demoniaca di King Lucifuge Rofocale di scatenare una campagna di femminicidi in cambio dell’illusione di poter incassare il jackpot da 321 milioni di sterline allora in palio all’ambito della lotteria Mega Millions.

Il giudice relatore e la polizia hanno evidenziato in udienza l’ottusa ferocia del ragazzo, elogiando invece la dignità della famiglia delle vittime. “Non avremmo mai pensato di trovarci di fronte al male”, ha commentato in lacrime Mina Smallman, madre delle due sorelle uccise e dignitaria religiosa della comunità cristiana locale, ringraziando la Corte e la giuria popolare per aver saputo sbugiardare “i ridicoli tentativi” dell’imputato di “negare le prove schiaccianti emerse contro di lui”.

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