Braccianti “fantasma” a Messina: svelata la maxi frode all’Inps

La frode riguarda anche l'erogazione di mezzo milione di euro in contributi pubblici assegnati al titolare di una cooperativa messinese

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:29

La Guardia di Finanza ha scoperto a Piraino (Messina) “un’ indebita percezione di finanziamenti pubblici” dall’AGEA (L’Agenzia per le erogazioni in agricoltura) e ha denunciato 156 falsi braccianti agricoli, responsabili, a vario titolo, di frode ai danni dell’Inps, falso e truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche.

Braccianti fantasma

Secondo gli investigatori il titolare di una cooperativa, D. L., 57 anni, avrebbe comunicato l’assunzione di centinaia di lavoratori. Ma i braccianti, secondo la Gdf, non hanno espletato alcuna prestazione lavorativa, riuscendo, comunque, secondo l’accusa, a percepire contributi previdenziali ed assistenziali in realtà non dovuti.

La frode ha riguardato anche l’erogazione di ulteriori contributi pubblici, ammontanti a circa mezzo milione di euro, concessi dall’Agea nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale Sicilia 2007-2013. Disposto infine un sequestro di un milione e cinquecento mila euro.

Il precedente: i falsi invalidi

Sempre in Sicilia, per la precisione a Catania, lo scorso maggio i carabinieri della Procura di Catania svelarono un’altra maxi truffa sempre ai danni dell’Inps e, in quella occasione, anche ai danni dell’azienda sanitaria ASP CT di Catania.

I militari eseguirono un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sei medici specialisti i quali, secondo l’accusa, con certificazioni false, consentirono la fruizione di indennità d’accompagnamento o pensioni d’invalidità a persone non avanti diritto. I reati contestati furono truffa, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, falsa perizia e frode processuale.

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