Follia di Douglas Costa: sputa in faccia all'avversario

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E'normale che, su un campo di calcio e durante un match importante, ci si lasci spesso andare a comportamenti non esattamente irreprensibili o al limite della correttezza. Il che, spesso, si traduce in contrasti di gioco esagerati o battibecchi che, il più delle volte, ricevono una condanna unanime senza che la cosa faccia discutere per troppi giorni. Quando si scade in determinati gesti, però, in diretta televisiva e davanti agli occhi di un pubblico dal vivo, va da sé che la semplice critica non basta. E' il caso del comportamento del calciatore brasiliano Douglas Costa, esterno della Juventus e della nazionale brasiliana che, durante il match di campionato contro il Sassuolo, si è lasciato andare a un gesto incomprensibile, sputando in faccia all'attaccante neroverde Federico Di Francesco.

Tutto è accaduto nel volgere di pochi minuti: poco dopo la rete del Sassuolo firmata da Babacar (inutile ai fini del risultato, con la partita terminata 2-1 per i bianconeri) i due hanno avuto un alterco a centrocampo, con il var che punisce Douglas Costa per un accenno di reazione nei confronti dell'esterno emiliano. Poco dopo, i due vengono nuovamente in contatto e, a quel punto, il brasiliano reagisce in modo scomposto, centrando il volto di Di Francesco con uno sputo. Un gesto beccato dalle telecamere di gara, considerando che, subito dopo averlo compiuto, Costa si è allontanato senza che l'arbitro si accorgesse di nulla. Ora, però, rischia una stangata di almeno tre giornate di squalifica.

“Vorrei scusarmi con tutti – ha scritto il brasiliano sul suo profilo Instagram al termine della partita, quando le varie testate avevano già diffuso le immagini inequivocabili dello sputo -. Ho sbagliato, ne sono consapevole e mi scuso con tutti per questo. Voglio solo aggiungere, però, che questo atteggiamento isolato non corrisponde a quello che ho sempre dimostrato di avere durante la mia carriera”. Scuse puntuali ma, ciò che resta incomprensibile, è la motivazione del nervosismo del brasiliano poiché, pur avendo discusso con Di Francesco, non sembra vi sia stata una provocazione esplicita, come peraltro indirettamente conermato dallo juventino, che non ha citato eventuali moventi. Resta il gesto, ancor più brutto perché, al netto della condanna che in ogni caso merita, senza un'apparente ragione. 

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