Forzano i controlli anti-Covid per vedere i Bronzi di Riace: il Museo chiude

Un gruppo di quattro persone, arrivato senza prenotazione, ha oltrepassato l'ingresso e raggiunto la sala delle celebri statue rifiutando il termoscanner. Il direttore avvia una sanificazione straordinaria

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:48

Sanificazione straordinaria per il Museo archeologico di Reggio Calabria, dove un gruppo di quattro persone ha pensato di forzare l’ingresso senza effettuare i necessari test anti-Covid. Una scena che ha avuto dell’incredibile secondo gli addetti alla sicurezza del Museo, famoso in tutto il mondo per la presenza dei due Bronzi di Riace.

Secondo quanto riferito, il gruppo avrebbe raggiunto proprio la sala delle celebri statue dopo essere entrato senza sottoporsi agli scan-test. A quanto sembra, i quattro si erano recati al Museo senza prenotazione e, senza rispettare le disposizione degli addetti, avrebbero assunto atteggiamenti minacciosi, forzando l’ingresso e arrivando fino ai Bronzi.

Sanificazione nel Museo

Per riuscire a placare la situazione, divenuta rischiosa anche per gli altri visitatori in virtù della questione coronavirus, si è reso necessario l’intervento della Polizia. I quattro avventori sono stati in seguito identificati. Un episodio che ha lasciato molto amaro in bocca al direttore del Museo, Carmelo Malacrino, che ha deciso l’immediata sanificazione dell’ambiente, con conseguente apertura ritardata di un paio d’ore per il giorno successivo.

Il commento

“Sono sconcertato e rammaricato – ha commentato il direttore – sia per il disagio che l’episodio procurerà a quanti hanno prenotato per stamattina, sia per il gesto e le parole rivolte al personale, che ha sempre profuso grande impegno per accogliere i visitatori, tanto più in un momento delicato come questo in cui siamo sotto rischio sanitario”. Il direttore ha fatto sapere che “il Museo deve rimanere un baluardo della cultura e della conoscenza, per cui episodi come quello di ieri devono essere messi al bando”.

“Ringrazio il questore Maurizio Vallone e gli uomini delle forze dell’ordine per la significativa e costante attenzione. Confido nel lavoro dell’autorità giudiziaria per l’accertamento dei fatti, per il quale ho già dato la disponibilità a fornire le riprese acquisite dalla videosorveglianza”.

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