San Francesco, il clochard che ha freddo “spazzato via” dai portici

È successo a Como dove c’è alta tensione tra il Comune e le associazioni che aiutano i senzatetto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:56

Como: l’assessore toglie la coperta al clochard sotto i portici di San Francesco, per fare pulizia. Video postato su Facebook da Trieste Café e ripreso da diverse testate nazionali: gli utenti commentano il gesto vergognoso. Il fatto non è sfuggito nemmeno agli attivisti di “Cominciamo da Como” che da tempo chiedono al Comune un rifugio per i senzatetto e che oggi mercoledì 9 settembre si riuniranno alle ore 19,00 davanti a Palazzo Cernezzi perché “i problemi non si cancellano”.

Un cancello da deterrente

Sono gli stessi che quattro giorni fa avevano denunciato la proposta della Lega di mettere un’inferriata davanti ai portici per non permettere più ai senzatetto di dormirci sotto. Un’idea ripresa da un fatto accaduto alcuni anni fa quando gli operai dell’Autosilo Valmulini avevano cacciato dei migranti che dormivano per terra, montando di notte dei cancelli con filo spinato a impedire il libero passaggio. È vero che il portico di San Francesco è vicino al Tribunale ed è a ridosso delle mura dove si svolge il mercato ogni due giorni e la presenza costante e tristissima dei senza dimora abbandonati a se stessi crea disagio alla città.

Non si cancellano le persone

Ma i problemi che riguardano le persone e non le cose non si risolvono con una cancellata. Che metaforicamente in questo caso sembra proprio voler indicare la volontà di chi ha proposto questa soluzione di “cancellare” un problema umano, un grave disagio della società, senza risolverlo. Cioè se non lo vedo non esiste. Ma non si fa così. La politica si dovrebbe fermare a riflettere con il cuore di Francesco: il Santo di Assisi avrebbe mai potuto cacciare i bisognosi senza aiutarli? Avrebbe portato un’altra coperta a quel clochard, se ce ne fosse stato bisogno. La soluzione al problema dei portici di Como sicuramente non sarà semplice ma è nel dialogo tra le parti e nell’accoglienza, una parola che la città che sorge sul lago più famoso del mondo ha da sempre trasformato in fatti.

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