Choc a Terraglio, sputa alla cassiera una cliente positiva al coronavirus.

Un altro gesto deprecabile in un punto vendita, due clienti hanno sputato ad una operatrice dopo una lite, una di loro è positiva al virus

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:26

Ancora un gesto vile e deprecabile, questa volta nel Nord Italia tra Treviso e Venezia Mestre, in un supermercato una cliente risultata positiva al Coronavirus ha litigato con la cassiera e le ha sputato.

Il fatto

L’episodio è avvenuto nel tardo pomeriggio di mercoledì in un supermercato nella zona del Terraglio. “Due clienti sono entrate, hanno messo i prodotti nel carrello e si sono dirette in cassa” racconta la delegata Filcams Cinzia Gatto. Dall’altra parte del bancone c’era la cassiera “senza mascherina perché l’azienda non ce le aveva ancora fornite” riprende la sindacalista. “Le due donne hanno caricato la spesa sul nastro e nel fare questo si sono sporte molto verso la cassiera, la quale le ha pregate di rispettare la distanza minima di sicurezza – continua Gatto – e di fronte a questo le hanno tossito addosso di proposito”. Un altro cliente del market è riuscito a bloccare le due donne mentre uscivano dando così tempo agli addetti alla sicurezza di intervenire.

Intervento della Polizia di Stato

Dopo un breve momento di animata discussione è intervenuta una pattuglia della Polizia di Stato “e a quel punto è arrivata la polizia che ha preso le loro generalità”, spiega ancora Gatto. Una spiacevole vicenda seguita pochi giorni dopo da una notizia preoccupante.

La Questura ha contattato la cassiera per comunicarle che a una delle due clienti era stato fatto il tampone dal Servizio igiene pubblica ed era risultato positivo.  “Ma quello non è l’unico episodio grave che si sta verificando in questi giorni di emergenza” denuncia la delegata Filcams. “Pochi giorni dopo quei fatti un cliente mi ha aggredito verbalmente mentre ero in cassa perché i colleghi all’ingresso avevano fatto entrare lui ma non la moglie. Si è sporto arrivandomi a pochi centimetri dal viso e fortunatamente io indossavo la mascherina, ma lui no.

Veniamo insultati quotidianamente solo perché chiediamo di indossare i guanti per scegliere la frutta, chiediamo di rispettare le distanze di sicurezza o perché cerchiamo di spiegare a intere famiglie intente a entrare che può farlo solo uno di loro”.

 

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