Carte clonate e raggiri nella sanatoria Bellanova: la bella vita del clan

Nove arresti tra Brescia, Milano e Pavia per frode informatica, all'autoriciclaggio e truffa ai danni dello Stato. Ventitré gli indagati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:44
Delle carte di credito (immagine di repertorio)

Nell’ambito di una vasta inchiesta su truffe online e carte di credito clonate i carabinieri di Brescia su ordine della locale procura hanno arrestato all’alba, tra Brescia, Milano e Pavia, nove persone accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla frode informatica, all’autoriciclaggio e alla truffa ai danni dello Stato. Sei persone sono finite in carcere e tre ai domiciliari.

Carte clonate e soldi in Croazia

Il gruppo, secondo le indagini, avrebbe clonato carte di credito, utilizzate per comprare online telefoni cellulari poi rivenduti sul mercato. “Utilizzando indebitamente queste carte, acquistando in rete telefoni cellulari che si facevano spedire presso vari indirizzi di Brescia e provincia, hanno ottenuto un profitto complessivo di quasi un milione di euro” scrive il gip nell’ordinanza di custodia cautelare. I soldi sarebbero transitati da conti correnti aperti in Croazia.

Sanatoria Bellanova per immigrati

Durante le indagini – riporta Ansa – è emerso che i vertici del gruppo, due italiani e uno straniero, avrebbero anche truffato lo Stato attraverso la sanatoria Bellanova. Per il gip “Offrivano a stranieri bisognosi di regolarizzare la propria posizione in Italia, la possibilità di fruire, in cambio del pagamento di una somma di denaro oscillante tra i 3000 e i 5000 euro, della sanatoria Bellanova, fornendo false attestazioni, avente ad oggetto il pregresso svolgimento di lavoro dipendente, utilizzando a tal fine dichiarazioni di falsi datori di lavoro”.

Residenza in … carcere

Secondo le indagini, in un caso la residenza dove due persone straniere avrebbero dovuto prestare servizio era via Spalti San Marco 20 a Brescia, indirizzo che coincide con il carcere della città. Sono complessivamente 23 gli indagati nell’indagine coordinata dal sostituto procuratore Donato Greco.

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