Carabiniere scambiato per un corteggiatore, ladro geloso arrestato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:04

Entrare in un uliveto altrui, di notte, con la precisa intenzione di sottrarre quante più olive possibili, sarebbe già di per sé un atto da condannare e, sicuramente, in quanto furto, passibile di arresto. Ma, a quanto pare, un pregiudicato 29enne di Trapani ha escogitato un modo ancor più curioso per finire in manette. Mentre razziava, rilegandoli in sacchi di juta, diversi chili di olive nella contrada Sant’Agostino, nei pressi di Andria, sua moglie lo attendeva in macchina al limitare della macchia d’alberi, facendo da palo, salvo essere poi avvicinata da due uomini. Quando il marito ha intravisto la scena, nascosto dall’oscurità, ha pensato che i due fossero corteggiatori troppo sfrontati nei confronti della donna 25enne. Sbucato da dietro i tronchi, con ancora in mano un sacco colmo di refurtiva, la sorpresa: i due uomini era due carabinieri in borghese e avevano appena chiesto i documenti a sua moglie.

Ovviamente, entrambi i coniugi sono stati arrestati per furto aggravato in concorso, mentre il maltolto è stato prontamente restituito al legittimo proprietario. Una scena dai contorni comici e dai risvolti al limite dell’assurdo che, di fatto, vanno a sgonfiare una situazione la quale, altrimenti, sarebbe di una certa gravità. Questo perché, in Puglia, il furto di olive costituisce una piaga sociale da tempo combattuta, la quale ha via via richiesto l’allestimento di un apposito servizio di vigilanza. Niente di strano, dunque, che l’auto in sosta nei pressi di una distesa di ulivi, peraltro a notte inoltrata, abbia attirato l’attenzione di una pattuglia di carabinieri, sia pure in abiti civili.

Ciò che resta, al di là del deprecabile gesto, è senz’altro la paradossale dinamica dell’arresto. Un impeto di gelosia che ha annullato ogni ragionamento logico, inducendo l’uomo a gettarsi letteralmente nelle braccia delle Forze dell’ordine, rendendo palese anche il ruolo di complicità giocato dalla moglie. In sostanza, l’inglorioso epilogo di un altrettanto inglorioso tentativo di furto.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.