Blitz in due aziende agricole trevigiane, scoperti 14 lavoratori in nero

Due ditte di Pordenone e Casier sono state segnalate all'Ispettorato Territoriale del Lavoro per la sospensione dell'attività

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:48
Lavoratori in nero nelle vigne trevigiane (immagine di repertorio)

La Guardia di Finanza di Treviso ha scoperto 14 lavoratori irregolari impiegati nel settore viticolo. L’accertamento è stato svolto in due aziende venete: la prima a Orsago, la seconda a Casier, entrambi nel Trevigiano.

Il vigneto a Orsago

A Orsago i finanzieri hanno sorpreso in un vigneto sei pakistani tutti ‘in nero’, che erano stati forniti in appalto da un’ulteriore ditta operante nel Pordenonese. E’ stato poi accertato che nei confronti dei sei extracomunitari non era stata inoltrata alcuna comunicazione preventiva di assunzione da parte del datore di lavoro.

Lavoratori in nero nel furgone

Il secondo intervento è nato dal controllo, alla barriera autostradale dell’A28 di Cordignano, di un veicolo commerciale a bordo del quale viaggiavano un afghano, titolare di una ditta di Casier, e otto suoi dipendenti afghani e pakistani. Anche in questo caso, i finanzieri hanno verificato che l’imprenditore straniero aveva impiegato, per la potatura dei vigneti presso un’azienda agricola della zona, tre lavoratori privi di contratto di lavoro, copertura assicurativa e previdenziale, e cinque lavoratori, la cui posizione di impiego è risultata essere irregolare, non avendo, tra l’altro, mai ricevuto una busta paga.

Le ditte sanzionate

Le due ditte di Pordenone e Casier, pertanto, oltre a vedersi contestate le sanzioni amministrative, fino a 10.800 euro per ciascun lavoratore, sono state segnalate all’Ispettorato Territoriale del Lavoro per la sospensione dell’attività prevista nei casi in cui la manodopera impiegata in nero sia pari o superiore al 20% del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro.

L’operazione – spiegano i militari – è il risultato di una precisa attività di monitoraggio del territorio di Conegliano e dintorni allo scopo di portare a galla la manodopera impiegata “abusivamente” nel fiorente settore viticolo.

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