Barbecue al cimitero: l'ironia del web

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Un barbecue al cimitero e il web si scatena. E' successo dopo la foto – diventata immediatamente virale – di un anonimo che ha immortalato (il termine non è casuale) degli operai che stavano preparando una bella grigliata di carne all'interno del cimitero di Melilli, comune siciliano in provincia di Siracusa di quasi 13 mila…anime (il lettore non me ne voglia).

Operai comunali

I protagonisti della scampagnata sono quattro operai cimiteriali i quali – per la loro pausa pranzo – hanno scelto una location non proprio azzeccata. Infatti, nella foto, si vede anche una bella tavola imbandita posizionata proprio davanti ai loculi, adornati dagli immancabili ceri e crisantemi.

La scena paradossale – immortalata con un telefonino forse da un parente di qualche defunto e riportata dal Giornale di Sicilia – non ha lasciato indifferente. Specie i residenti di Melilli – scrive Gds – che hanno usato parole a dir poco indignate fino ad arrivare a chiedere all’amministrazione comunale doverosi chiarimenti.

Il sindaco di Melilli

Il camposanto, seppur privato, è infatti in convenzione con il comune. “Sono indignato e mortificato per quanto accaduto – ha detto all’Ansa il sindaco Giuseppe Carta -: abbiamo già attivato gli uffici competenti per chiedere alla proprietà del cimitero di relazionare e soprattutto di prendere provvedimenti per tale gesto. Stiamo valutando l’opportunità delle vie legali per salvaguardare l’immagine del comune. Sono dispiaciuto per i parenti e amici dei defunti che riposano in quella fetta di cimitero”.

L'ironia del web

Nel web si è invece scatenata una gara alla battuta più ironica. “Era carne fresca o di cadavere?”, si è chiesto un utente. “Era carne al sangue ?” ha rimarcato un altro. “Hanno voluto fare un barbecue con tutti i parenti…anche quelli morti”. “Ecco cosa significa Cimitero Privato” hanno detto altri.

Ma c'è anche chi non ha avuto voglia di scherzare: “E' una vergogna – ha commentato non a torto un lettore – non si ha rispetto neppure dei morti”. E, in merito, non c'è niente da ridere.

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