Arriva la pizza alla cannabis: ecco cos'è

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:04

La cannabis arriva pure sulla pizza. Una catena di ristoranti sudafricani dal curioso nome Col'Cacchio, infatti, ha lanciato questo nuovo piatto. Nulla di inedito, in realtà, perché i semi di canapa sono stati ingrediente in cucina dall'età dei romani sino all'inizio del secolo scorso, fondamentali soprattutto nei periodi di penuria di materie prime e grano come le guerre.

Cannabis legale

La pizza segue una ricetta classica, condita però con olio di cannabis. “Volevamo un po’ rinnovare il mondo della pizza e per questo abbiamo provato l’olio di cannabis – dicono al ristorante – dopo alcuni tentativi, abbiamo visto che è risultato gustoso. Inizialmente lo abbiamo proposto solo una volta la settimana ma la richiesta è così elevata che abbiamo deciso di inserirlo fisso nel nostro menù anche se l’olio di cannabis è costoso“. Il titolare ha anche spiegato: “Siamo lieti di stare un passo avanti e siamo estremamente orgogliosi di essere il primo ristorante in Sudafrica che ha lanciato un cannabis pizza”. Se queste pizze sono state inserite anche nel menù, è perché, dal settembre 2018, la Corte costituzionale sudafricana ha legalizzato il consumo di cannabis per uso personale. A maggio, il governo ha anche deciso di legalizzare l'uso di olio di cannabis limitando la dose massima giornaliera a 20 mg a persona. Il che significa che ogni cliente può acquistare solo una pizza per non infrangere la legge, la situazione rimane quindi piuttosto delicata. La pizza sarà uguale alle altre, ovviamente non ci saranno le foglie di marijuana, ma la differenza sarà solo nel condimento, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti“. Da essere liberalizzata per esclusivo scopo terapeutico ed acquistabile dietro ricetta medica nelle farmacie ad essere addirittura inserita nel condimento della pizza, questa decisione ha creato polemiche nel Paese sudafricano. Prosegue dunque a livello mondiale il dibattito sull'uso della cannabis.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.