Abortisti nudi dissacrano statue del Papa e della Madonna

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:04

Sembra che nei Paesi latinoamericani, specie in Argentina, essere favorevoli all'aborto e perdere la decenza e il pudore siano due facce della stessa medaglia. Non solo, gruppi di femministe e di attivisti pro-aborto si distinguono spesso per episodi di violenza fisica e dissacrazioni. Ultimo in tal senso è avvenuto a Rafaela, città della provincia argentina di Santa Fe. Nel Paese si sta combattendo in queste settimane una strenua battaglia sul tema dell'aborto: a giugno una legge che depenalizza l'interruzione di gravidanza è stata approvata alla Camera e ora si attende il voto del Senato.

Il fatto

E' in questo clima che nei giorni scorsi un gruppo di attivisti pro-aborto completamenti nudi ha fatto irruzione in una chiesa ed ha profanato le statue di Papa Francesco e della Vergine Maria. I protagonisti della pittoresca scenata hanno anche ballato e sventolato dei fazzoletti verdi, simbolo del movimento pro-aborto in Argentina. Il vescovo Luis Fernandez ha commentato: “È un insulto allo spirito religioso che non coincide con il nostro desiderio di credere nella pace nel nostro Paese”. Il presule ha inoltre aggiunto che “questo episodio ci ferisce profondamente”.

I precedenti

L'Argentina conosce ormai da tempo la brutalità degli assalti alle chiese da parte di gruppi di questo stampo. Il 15 ottobre un centinaio di femministe ha proiettato sulla facciata della cattedrale immagini di fiamme e gravi insulti nei confronti della Vergine Maria, ha imbrattato una statua della Madonna, ha appeso finti assorbenti usati sui cancelli della chiesa e lanciato fumogeni urlando a favore dell’aborto. “Chiesa, spazzatura, siete voi la dittatura!” è il grido intonato durante il quale alcune femministe si sono scoperte i seni. Ed episodi simili si sono registrati anche nei pressi della cattedrale di Buenos Aires nel marzo precedente

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.