LUNEDÌ 10 LUGLIO 2017, 000:04, IN TERRIS

Pena di morte: malato di mente giustiziato in Virginia

SIMONE PELLEGRINI
Pena di morte: malato di mente giustiziato in Virginia
Pena di morte: malato di mente giustiziato in Virginia
Un uomo è stato condannato a morte in Virginia. Di per sé non si tratta di un fatto episodico. Negli Stati Uniti, laddove gli ordinamenti giuridici la prevedono, l'estrema pena viene comminata in modo non sporadico.

Malato mentale


La notizia, in questo caso, è che l'uomo messo a morte è un malato mentale. William Morva, trentacinque anni, è accusato di avere ucciso un vigilante di un ospedale e un vicesceriffo nel 2006 per sfuggire all'arresto. A nulla è servita la campagna per far riconoscere i suoi problemi mentali e salvargli così la vita.

L'uomo è stato dichiarato morto ieri, 7 luglio, dopo una iniezione letale, al Greensville Correctional Center, a Jarratt. Si è trattato della prima esecuzione portata avanti in Virginia secondo un nuovo protocollo che ha secretato gran parte della procedura.

L'avallo del governatore


Il governatore della Virginia, il democratico Terence Richard McAuliffe, si è detto contrario alla sospensione della pena, nonostante le insistenti pressioni per il riconoscimento della sua incapacità di intendere e volere durante i fatti. Il governatore è dell'avviso che l'imputato avrebbe avuto un processo equo e ha osservato che secondo esperti all’epoca dei delitti non avrebbe avuto alcun problema che gli impediva di capire le conseguenze dei suoi gesti.

Avvocati e legislatori sostenevano che l'uomo soffrisse di una grave forma di malattia mentale che gli rendeva impossibile distinguere tra illusione e realtà. L'uomo, invitato a pronunciare le sue ultime parole, stando a quanto riferiscono media locali, avrebbe risposto prima di "no", e poi avrebbe detto qualcosa di incomprensibile.

Calo di esecuzioni


Negli Stati Uniti si registra comunque un calo di esecuzioni. Amnesty International rileva che nel 2016, per la prima volta negli ultimi dieci anni, la nazione non figura nell’elenco dei cinque paesi – oltre alla Cina, anche Iran, Iraq, Pakistan e Arabia Saudita – che hanno effettuato il maggior numero di esecuzioni capitali. Oltreoceano l'anno scorso i casi non sono stati più di venti: il numero più basso mai registrato dal 1991. Inoltre, le morti sono circoscritte quasi unicamente in due stati federali: la Georgia e il Texas.
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