Storico traguardo medico in Mauritania: eseguito il primo impianto di valvola aortica transcatetere

Grazie alla cooperazione tra l'ospedale San Camillo Forlanini e il CNC di Nouakchott, l'equipe romana ha eseguito per la prima volta nel Paese africano un delicato intervento di TAVI (impianto transcatetere della valvola aortica) attraverso il modello del training on the jo

I medici specialisti impegnati nel progetto in Mauritania. Foto per gentile concessione

Un ponte di solidarietà e alta medicina lungo oltre dieci anni, capace di unire l’Italia e l’Africa occidentale nel segno della salute. La cooperazione internazionale tra l’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma e il Centre National de Cardiologie (CNC) della Mauritania taglia un traguardo storico: per la prima volta nel Paese africano è stata eseguita con successo una procedura di TAVI (impianto transcatetere di valvola aortica). Il delicato intervento rappresenta la punta di diamante di un programma di affiancamento e training on the job sostenuto dall’AICS e dalla Regione Lazio. Dalla cardiochirurgia avanzata alla riorganizzazione del pronto soccorso, fino ai corsi di rianimazione per il personale locale: ecco come il team multidisciplinare romano sta trasformando il centro di Nouakchott nell’hub cardiologico di riferimento per l’intera regione subsahariana.

Il Comunicato

Dieci anni di collaborazione, due continenti, migliaia di chilometri di distanza e un obiettivo comune: rafforzare la capacità di cura di un centro cardiologico destinato a diventare un riferimento per l’Africa occidentale. È questa la storia di cooperazione che vede protagonista l’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma, impegnata in Mauritania con un programma sanitario che negli anni ha accompagnato lo sviluppo del Centre National de Cardiologie (CNC) di Nouakchott, attraverso la formazione dei professionisti locali, il trasferimento di competenze e l’introduzione di modelli organizzativi e assistenziali all’avanguardia. Oggi questa collaborazione raggiunge un nuovo traguardo: presso il Centro cardiologico mauritano è stata eseguita per la prima volta una procedura di TAVI (impianto transcatetere della valvola aortica) grazie al lavoro congiunto tra il personale sanitario locale e il team multidisciplinare del San Camillo Forlanini, secondo un modello di formazione sul campo (training on the job). L’intervento si inserisce nel Programma di cooperazione sanitaria Italia-Mauritania, sostenuto dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) in collaborazione con ICU (Istituto di Cooperazione Sanitaria) e in accordo con la Regione Lazio, e punta a rafforzare la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle patologie cardiovascolari e delle malattie non trasmissibili attraverso attività cliniche, formazione e innovazione organizzativa. L’equipe italiana è composta da: Mariano Feccia, cardiochirurgo; Marco Nazzaro, cardiologo; Sandro Petrolati, cardiologo; Valentina Coltelli, anestesista; Barbara Urso, infermiera di PS e formazione BLS; Vanessa Palombi, infermiera emodinamica; Chiara Bussone, infermiera esperta in accesso vascolari; Sonia Ramacci, infermiera istruttrice BLS e broncoscopia; Alessandro Pingitore, cardiologo e ricercatore CNR; Sara Cambiati specialist Tavi; Federica Pala, tecnico emodinamica; Fabrizio Clemente, ingegnere informatico.

Dieci anni di cooperazione

La missione attuale rappresenta una nuova tappa di un percorso di collaborazione avviato già nel triennio 2012-2015, che negli anni ha accompagnato lo sviluppo della cardiologia e della cardiochirurgia del Centre National de Cardiologie di Nouakchott. Negli anni della collaborazione, il lavoro congiunto ha riguardato diversi ambiti: dall’emodinamica alla cardiochirurgia, fino al rafforzamento dei modelli organizzativi e dei percorsi assistenziali. Il tutto grazie a formazione sul campo, confronto quotidiano tra professionisti, trasferimento progressivo di competenze: l’obiettivo è contribuire a fare del Centro di Nouakchott l’hub di riferimento per la cura delle patologie cardiovascolari nell’Africa occidentale. Il nuovo triennio di collaborazione punta al rafforzamento delle procedure di cardiologia interventistica e cardiochirurgia, lo sviluppo dei percorsi per la gestione dello shock cardiogeno e dello scompenso cardiaco avanzato, programmi di telemedicina, attività gestionali di terapia intensiva e di controllo delle infezioni, uno studio epidemiologico sulle malattie cardiometaboliche realizzato in collaborazione con il CNR di Pisa, fino alla creazione di un programma di cardiologia e cardiochirurgia pediatrica e un programma di studio immunologico e trapianto d’organo da vivente (rene e fegato).

Formazione continua per i medici specialisti impegnati nel progetto in Mauritania. Foto per gentile concessione

Formazione e innovazione

Il valore del training on the job. Il training on the job rappresenta uno degli elementi centrali del progetto: un modello di affiancamento operativo direttamente integrato nella pratica clinica quotidiana. Gli specialisti del San Camillo hanno affiancato il personale mauritano in procedure coronariche e cardiochirurgiche complesse, con l’obiettivo di condividere tecniche e competenze. Parallelamente, sono state portate avanti attività formative sulla rianimazione cardiopolmonare rivolte a medici, infermieri, specializzandi e operatori del Service d’Aide Médicale Urgente (SAMU) mauritano. Circa 30 professionisti hanno partecipato ai corsi base BLSD/BLS e avanzati ALS-ACLS, secondo le modalità formative adottate dal San Camillo Forlanini in conformità alle linee guida dell’Italian Resuscitation Council.

Il rafforzamento dei percorsi assistenziali

La collaborazione ha riguardato anche l’organizzazione interna del Centro. Gli specialisti italiani hanno contribuito alla riorganizzazione del pronto soccorso del CNC attraverso un intervento sui flussi di lavoro e sugli spazi, ispirato ai modelli organizzativi dei pronto soccorso italiani: dalla nuova area di accoglienza alla revisione del triage, fino all’ottimizzazione della gestione della sala codice-colore. Accanto all’introduzione di checklist dedicate alla sicurezza in sala operatoria e ai momenti di formazione teorica e pratica, gli operatori locali sono stati affiancati nella riorganizzazione degli spazi della cardiologia, della cardiochirurgia e terapia intensiva, con particolare attenzione a ordine, sicurezza e qualità dei percorsi. La collaborazione tra San Camillo Forlanini e Centre National de Cardiologie nasce da una prospettiva di lungo periodo: non soltanto offrire supporto specialistico, ma contribuire alla crescita delle competenze locali attraverso formazione continua, innovazione e condivisione di conoscenze. Un percorso che conferma il valore della cooperazione sanitaria come strumento di trasferimento di competenze, crescita professionale e sviluppo di modelli organizzativi sostenibili e capaci di rafforzare, nel tempo, l’autonomia del sistema sanitario locale.

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